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Il vicepresidente della Camera lancia la campagna referendaria a Palermo: "Dobbiamo reclutare paladini di libertà per cambiare il sistema".
Il vicepresidente della Camera lancia la campagna referendaria a Palermo: "Dobbiamo reclutare paladini di libertà per cambiare il sistema".
Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, interviene con parole destinate a far discutere nel dibattito sulla riforma della giustizia. In videocollegamento con l'iniziativa organizzata dal partito a Palermo per sostenere il fronte del "Sì" ai referendum, Mulè ha dato una connotazione fortemente ideologica e storica alla battaglia radicale per il cambiamento del sistema giudiziario italiano.
"Tutti noi abbiamo un compito straordinario, reclutare dei paladini di libertà che sposano le ragioni della riforma", ha esordito l'esponente azzurro rivolgendosi alla platea siciliana. Mulè ha poi affondato il colpo, collegando l'attuale assetto normativo a un passato autoritario che, a suo dire, la riforma contribuirebbe a superare definitivamente: "A Palermo sapete perfettamente perché questa giustizia va riformata: e va riformata per uscire da una logica fascista".
Secondo il vicepresidente della Camera, l'approvazione della riforma rappresenterebbe un atto di coerenza con i valori democratici della Repubblica, arrivando a definire l'identità politica di chi sostiene il quesito referendario: "Chi vota questa riforma è antifascista". Una presa di posizione netta che mira a spostare il baricentro del confronto dai tecnicismi giuridici a una sfera di valori civili e libertà individuali, individuando nel voto un passaggio fondamentale per lo smantellamento di vecchie logiche di potere.
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