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Il vicepremier annuncia il vertice a Palazzo Chigi: "Basta furbizie sui prezzi, l'Europa sospenda i vincoli fiscali che strangolano le imprese".
Il vicepremier annuncia il vertice a Palazzo Chigi: "Basta furbizie sui prezzi, l'Europa sospenda i vincoli fiscali che strangolano le imprese".
Il dossier scottante dei prezzi alla pompa finisce ufficialmente sul tavolo del Governo. Il Consiglio dei ministri è stato convocato per questo pomeriggio a Palazzo Chigi con un unico grande obiettivo: affrontare l'impennata dei costi dei carburanti.
L’annuncio è arrivato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, durante la fiera LetExpo di Verona, dove il vicepremier ha lanciato un duro monito alle compagnie petrolifere accusate di cavalcare le tensioni geopolitiche per fini speculativi.
"Una certa compagnia petrolifera è veloce ad aumentare i prezzi a poche ore dallo scoppio delle crisi, ma non altrettanto rapida ad abbassarli quando le crisi rientrano", ha incalzato il ministro, sottolineando come il rispetto per il Paese debba prevalere sulle logiche di profitto immediato.
Salvini ha poi rincarato la dose: "Qualcuno fa il furbo e a me i furbi piacciono poco", lasciando intendere che il monitoraggio del Governo sulla rete distributiva sarà implacabile.
L'affondo del leader della Lega si è poi spostato sul fronte internazionale, chiamando in causa direttamente l'Unione Europea di fronte all'aggravarsi del conflitto in Iran. Per Salvini, Bruxelles deve dare prova di pragmatismo: "Auspico in una presa di coscienza immediata che porti alla sospensione di tasse, divieti, vincoli e regolamentazioni che stanno strangolando le nostre imprese".
Secondo il titolare del Mit, una governance europea "reattiva" avrebbe già dovuto azzerare le imposizioni fiscali e regolamentari che rischiano di mettere fuori mercato i settori produttivi italiani dopo lo scoppio delle ostilità in Medio Oriente.
A margine dell'evento, il ministro ha toccato anche la questione del referendum sulla Giustizia, esortando gli elettori a una scelta consapevole e priva di condizionamenti politici. "Auspico che chiunque vada a votare lo faccia nel merito del testo e non contro o a favore del governo", ha spiegato, definendo il provvedimento cruciale non solo per il diritto ma per la stessa tenuta economica del Paese.
"Non votate per dare un segnale di forza o una spallata a qualcuno", ha concluso, nel tentativo di sminare la consultazione da una lettura puramente partitica.
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