La Spagna verso il blindaggio dell'aborto in Costituzione: il governo Sánchez approva la riforma

Il Consiglio dei ministri dà il via libera alla modifica dell'articolo 43 per garantire l'interruzione volontaria di gravidanza come diritto fondamentale. La Ministra della Parità: "Un giorno importante per la nostra democrazia".

(Prima Notizia 24)
Martedì 07 Aprile 2026
Roma - 07 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Il Consiglio dei ministri dà il via libera alla modifica dell'articolo 43 per garantire l'interruzione volontaria di gravidanza come diritto fondamentale. La Ministra della Parità: "Un giorno importante per la nostra democrazia".

Il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez compie un passo decisivo per trasformare l'aborto in un diritto costituzionale inalienabile. Il Consiglio dei ministri ha approvato ufficialmente il progetto di riforma dell'articolo 43 della Carta fondamentale, finalizzato a blindare l'interruzione volontaria di gravidanza contro possibili inversioni di rotta politiche future.

L'iter, avviato lo scorso ottobre, ha ricevuto il via libera definitivo dall'esecutivo dopo il passaggio al Consiglio di Stato, che ha apportato alcune modifiche formali al testo originario.

La proposta mira a inserire un nuovo paragrafo specifico nella Costituzione: “Le autorità pubbliche garantiscono l’esercizio del diritto della donna all’interruzione volontaria di gravidanza in condizioni di reale ed effettiva uguaglianza, con tutte le prestazioni e i servizi necessari a tale esercizio”. L'importanza storica del provvedimento è stata sottolineata con forza dalla ministra della Parità, Ana Redondo, che durante la conferenza stampa post-Cdm ha salutato la decisione con entusiasmo.

“Oggi è un giorno importante per la democrazia spagnola“, ha dichiarato la ministra, evidenziando come la riforma rappresenti un avanzamento nei diritti civili e nella tutela dell'autodeterminazione femminile.

Il testo passa ora nelle mani del Parlamento per il vaglio legislativo, dove il percorso per l'approvazione definitiva richiederà una solida intesa politica tra le diverse forze dello schieramento.

Il meccanismo di approvazione previsto dalla normativa spagnola è rigoroso e punta a una ricerca di ampio consenso. Per ottenere il via libera definitivo, la riforma necessita infatti della maggioranza dei tre quinti sia al Congresso che al Senato. 

Qualora le due camere dovessero trovarsi in disaccordo, verrà istituita una Commissione mista con il compito di redigere un nuovo testo da sottoporre nuovamente al voto.

In ultima istanza, se non si raggiungesse la soglia dei tre quinti, la legge prevede che il testo possa comunque essere approvato con una maggioranza di due terzi al Congresso dei Deputati, a condizione che al Senato venga garantita la maggioranza assoluta.

La Spagna si avvia così a seguire l'esempio della Francia, consolidando il proprio ruolo di avanguardia europea nella protezione costituzionale dei diritti riproduttivi.


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