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La reporter statunitense, nota per le sue collaborazioni con testate internazionali e italiane, è stata liberata dopo una settimana di prigionia a Baghdad. Il rilascio sarebbe avvenuto in cambio di alcuni prigionieri del gruppo filoiraniano.
La reporter statunitense, nota per le sue collaborazioni con testate internazionali e italiane, è stata liberata dopo una settimana di prigionia a Baghdad. Il rilascio sarebbe avvenuto in cambio di alcuni prigionieri del gruppo filoiraniano.
Il gruppo paramilitare iracheno Kataib Hezbollah ha rilasciato la giornalista statunitense Shelly Kittleson, 49 anni, originaria del Wisconsin, che era stata rapita una settimana fa a Baghdad.
La notizia del rilascio è stata confermata dal New York Times, che cita fonti della sicurezza irachena e lo stesso gruppo sostenuto dall'Iran.
Kittleson, professionista stimata per il suo lavoro con testate internazionali e italiane, è stata consegnata alle autorità in quello che il gruppo ha definito un gesto politico verso il governo locale.
In una nota ufficiale, Kataib Hezbollah ha dichiarato che la liberazione è avvenuta "in segno di apprezzamento per le posizioni patriottiche" del premier iracheno, aggiungendo però l'obbligo tassativo per la giornalista di lasciare immediatamente il Paese.
Secondo quanto riferito da due funzionari della sicurezza irachena, il rilascio non sarebbe stato unilaterale, ma frutto di uno scambio che ha portato alla libertà alcuni prigionieri appartenenti alla milizia.
Nonostante la conclusione positiva della vicenda, i toni del gruppo restano di estrema chiusura rispetto a simili episodi futuri. Un funzionario della sicurezza del movimento filoiraniano ha infatti tenuto a precisare che "questa iniziativa non sarà ripetuta in futuro", segnando un monito inquietante per gli operatori dell'informazione stranieri ancora presenti sul territorio iracheno.
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