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L'ex presidente francese compare davanti ai giudici d'appello per contestare la condanna a cinque anni. Accompagnato dalla moglie, ribadisce l'estraneità ai finanziamenti illeciti: "Devo la verità al popolo francese".
L'ex presidente francese compare davanti ai giudici d'appello per contestare la condanna a cinque anni. Accompagnato dalla moglie, ribadisce l'estraneità ai finanziamenti illeciti: "Devo la verità al popolo francese".
L'ex presidente francese Nicolas Sarkozy è arrivato oggi al tribunale di Parigi, accompagnato dalla moglie Carla Bruni, per l'udienza del processo d'appello che lo vede protagonista.
Sarkozy, 71 anni, ha colto l'occasione per ribadire con forza la propria estraneità alle accuse riguardanti i presunti finanziamenti illeciti provenienti dalla Libia per la sua vittoriosa campagna presidenziale del 2007.
Davanti a un collegio di tre giudici, l'ex inquilino dell'Eliseo ha voluto sottolineare il suo impegno nel fare chiarezza sulla vicenda, affermando: “Devo la verità al popolo francese”.
Il leader neogollista sta impugnando la condanna emessa lo scorso settembre, quando è stato giudicato colpevole di associazione a delinquere e condannato a cinque anni di reclusione, scontando già 20 giorni in carcere prima del rilascio in attesa del secondo grado di giudizio.
Sarkozy ha sempre sostenuto che le accuse siano frutto di una persecuzione politica e che non vi sia alcuna prova tangibile di versamenti illeciti a suo favore. “Sono innocente”, ha dichiarato con fermezza in aula, assicurando che nemmeno un centesimo di provenienza libica è mai entrato nelle casse dei suoi comitati elettorali.
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