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Il Guardasigilli a Torino difende la Bartolozzi: "Niente dimissioni, solo un'espressione interpretata male".
Il Guardasigilli a Torino difende la Bartolozzi: "Niente dimissioni, solo un'espressione interpretata male".
Un atto di difesa della propria storia professionale e, insieme, un rilancio politico della sfida referendaria. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenendo a Torino a un evento di Fratelli d'Italia, ha respinto con forza le accuse di voler colpire l'ordine giudiziario.
"Ho vestito la toga per oltre quarant'anni, l'idea che io voglia umiliare la magistratura è l'insinuazione che più mi ha ferito in questi mesi", ha dichiarato il Guardasigilli, rivendicando la propria appartenenza ideale a una categoria che, a suo dire, la riforma punta a proteggere e non a punire.
Secondo l'analisi di Nordio, il cuore del progetto riformatore risiede nella volontà di sottrarre i magistrati dall'influenza soffocante delle correnti interne, una "degenerazione" che lo stesso Ministro ricorda essere stata denunciata nel tempo anche da molti che oggi si schierano sul fronte del "No".
L'obiettivo dichiarato è dunque quello di restituire autonomia reale alle toghe, depotenziando i centri di potere associativo che hanno segnato le cronache giudiziarie degli ultimi anni e restituendo dignità a una funzione che "una volta intrapresa, resta parte dell'identità di un uomo per sempre".
Il titolare di via Arenula ha poi colto l'occasione per blindare il proprio Capo di Gabinetto, Giusi Bartolozzi, finita al centro di feroci polemiche per alcune affermazioni sulla magistratura. Nordio ha escluso categoricamente l'ipotesi di un passo indietro, definendo le dimissioni come "un'eventualità non presa in considerazione".
Il Ministro ha chiarito che le parole della Bartolozzi erano rivolte esclusivamente a una "piccola minoranza politicizzata" e non all'intera categoria, dicendosi certo che arriveranno scuse ufficiali per evitare che un'espressione infelice continui a essere interpretata in modo improprio.
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