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Presidio alle Molinette per l'inaugurazione dell'anno accademico. L'allarme: "Costi raddoppiati e posizioni lavorative dimezzate".
Presidio alle Molinette per l'inaugurazione dell'anno accademico. L'allarme: "Costi raddoppiati e posizioni lavorative dimezzate".
Clima teso all'inaugurazione dell'anno accademico 2025-2026 dell'Università di Torino, dove un presidio di collettivi universitari e ricercatori precari ha accolto l'arrivo delle autorità di fronte all'ospedale Molinette.
Al centro della protesta gli effetti della riforma Bernini, che secondo i rappresentanti dell'Assemblea precaria starebbe provocando un'emorragia occupazionale senza precedenti negli atenei italiani.
Le stime fornite dai manifestanti parlano di oltre 35.000 persone a rischio espulsione dal sistema accademico nazionale, con una ricaduta locale che a Torino colpirebbe diverse migliaia di lavoratori della ricerca.
La nuova architettura delle posizioni accademiche, pur a parità di finanziamenti, avrebbe generato un aumento strutturale dei costi per singolo incarico, determinando di fatto il dimezzamento dei contratti attivabili.
Secondo Luca Bertocci, portavoce dei precari UniTo, la trasformazione delle figure contrattuali si sta traducendo in un paradosso occupazionale che soffoca il ricambio generazionale e la stabilità dei ricercatori.
La denuncia punta il dito contro un sistema che, nel tentativo di riformare il precariato, avrebbe finito per renderlo economicamente insostenibile per le università, riducendo drasticamente i volumi d'impiego.
Il presidio torinese si inserisce in una mobilitazione nazionale che chiede continuità lavorativa e un rifinanziamento strutturale del comparto, segnalando come l'attuale gestione dei fondi e delle nuove carriere accademiche stia portando alla saturazione della capacità assunzionale degli atenei proprio mentre si celebra l'apertura del nuovo ciclo di studi.
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