Sicurezza energetica, Pichetto avverte: "Situazione grave, per il gas del Qatar servirà un anno e mezzo"

Il ministro dell'Ambiente analizza le criticità legate alla riapertura delle rotte commerciali e allo sblocco delle forniture. Valutazioni a fine aprile sulla proroga dello sconto carburanti.

(Prima Notizia 24)
Venerdì 10 Aprile 2026
Roma - 10 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Il ministro dell'Ambiente analizza le criticità legate alla riapertura delle rotte commerciali e allo sblocco delle forniture. Valutazioni a fine aprile sulla proroga dello sconto carburanti.

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, è intervenuto a Radio24 per fare il punto sulla delicata congiuntura energetica internazionale, sottolineando che, nonostante il cessate il fuoco tra Usa, Israele e Iran possa far sentire “un po’ più tranquilli", "la situazione è abbastanza grave. Sul fronte guerra non ancora si è fermato tutto e sul fronte economico è ancora tutto da valutare perché la riapertura di Hormuz richiederà tempi non immediati per la riattivazione delle forniture".

Secondo il ministro, lo sblocco effettivo delle rotte richiederà alcune settimane e il ritorno alla normalità non sarà automatico, poiché sarà necessario ripristinare fisicamente le condizioni di fornitura.

In particolare, Pichetto ha evidenziato una criticità strutturale riguardante il metano, spiegando che “per riattivare il liquefattore più grande del mondo che è quello del Qatar ci vorrà almeno un anno e mezzo”.

Sul tema caldo del caro carburanti e della possibile proroga dello sconto sulle accise, il ministro ha espresso la speranza che la questione si risolva a breve, rimandando ogni decisione definitiva: “Naturalmente la speranza è che si chiuda la questione. E’ chiaro che arrivati a fine aprile faremo una valutazione. Prorogare tutto questo significa tassare tutti i cittadini, significa ribaltare su altro quello che è l’onere di quasi 1 miliardo al mese e che non può essere fatto con debito perché si rischia anche di sforare il 3% e verrebbe a costare molto di più, Ecco perchè queste valutazioni le faremo a fine mese, se i prezzi delle forniture saranno ancora alti sarà fatta una valutazione“. Il bilancio statale deve infatti fare i conti con la sostenibilità dei conti pubblici e il rispetto dei parametri europei.

Per quanto riguarda la produzione nazionale, Pichetto ha toccato il tema delle centrali a carbone di Civitavecchia e Brindisi, manifestando la volontà di non tornare a combustibili altamente inquinanti: “Spero di non dover mai riaccendere le due centrali a carbone di Civitavecchia e Brindisi. Non vogliamo più produrre con il carbone, ma prima di smantellare e demolire gli impianti stiamo attenti. Lo scoppio della guerra ha dato ragione a chi lo diceva da 6 mesi”.

Il ministro ha chiarito che l'Italia è pronta a non utilizzarle, anche perché il costo del carbone supera ormai quello del termoelettrico. Infine, ha rassicurato sulla disponibilità di risorse energetiche, pur ammettendo tensioni sui listini. Secondo Pichetto, infatti, “le misure si assumono quando si arriva a una carenza. L’Italia non ha problemi di quantità, rimangono i problemi di prezzo. Sono tranquillo sulla fornitura di gas e sul petrolio possono esserci solo delle disfunzioni dovute ad alcuni blocchi”, inoltre il piano di emergenza nazionale è in costante aggiornamento e consultabile sul sito del Ministero.


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