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Dopo aver stabilito nuovi record di distanza e osservato l'eclissi dal lato nascosto della Luna, l'equipaggio affronta gli otto minuti più critici del viaggio. Il rientro nell'atmosfera a 2.700 gradi testerà le nuove strategie di protezione della capsula.
Dopo aver stabilito nuovi record di distanza e osservato l'eclissi dal lato nascosto della Luna, l'equipaggio affronta gli otto minuti più critici del viaggio. Il rientro nell'atmosfera a 2.700 gradi testerà le nuove strategie di protezione della capsula.
La navetta Orion è attualmente impegnata nel lungo viaggio di ritorno verso la Terra, segnando le battute finali della storica missione Artemis II.
L'epilogo di questa avventura spaziale è previsto per la notte tra oggi e domani, con un ammaraggio programmato nelle acque dell'Oceano Pacifico intorno alle 2:07 ora italiana.
A bordo, gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen si preparano ad affrontare una fase di rientro estremamente complessa, che conclude una missione durata dieci giorni capace di riportare l'uomo nell'orbita lunare dopo oltre mezzo secolo.
Durante il tragitto, l'equipaggio della navetta — soprannominata dai suoi membri "Integrity" — ha raggiunto traguardi scientifici e visivi senza precedenti: gli astronauti hanno toccato la distanza massima dalla Terra mai registrata per un volo umano, hanno documentato il lato nascosto della Luna con un dettaglio mai visto prima e hanno assistito a una spettacolare eclissi totale di Sole dallo spazio profondo.
Tuttavia, le sfide più ardue si concentrano negli ultimi 100 chilometri di discesa. Gli otto minuti conclusivi rappresentano infatti il momento di massima tensione, poiché la capsula dovrà attraversare l'atmosfera terrestre a una velocità altissima, generando temperature esterne che supereranno i 2.700 gradi.
L'attenzione dei tecnici della NASA è focalizzata interamente sullo scudo termico, componente vitale che protegge l'abitacolo dal calore estremo. Memori delle criticità emerse durante la precedente missione senza equipaggio, Artemis I, i piloti di Artemis II hanno pianificato una traiettoria di rientro con un'angolazione differente.
Questa manovra specifica è stata studiata per ridurre il tempo di permanenza negli strati più densi dell'atmosfera, minimizzando così il rischio di danni strutturali e garantendo una discesa sicura fino all'apertura dei paracadute, che rallenteranno la corsa della Orion verso il Pacifico per il recupero finale.
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