Nordio difende Bartolozzi: "Incrollabile lealtà, dimissioni per motivi ben più gravi". Sul referendum: "Resterò al mio posto anche se vincessero i no"

Il Guardasigilli interviene a Rete4 blindando la dirigente di via Arenula: "Frasi frutto della concitazione, polemica sterile". Sull'imminente consultazione popolare sulla separazione delle carriere: "Rivendico la mia firma, ma il mio incarico non è legato all'esito delle urne".

(Prima Notizia 24)
Mercoledì 11 Marzo 2026
Roma - 11 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Il Guardasigilli interviene a Rete4 blindando la dirigente di via Arenula: "Frasi frutto della concitazione, polemica sterile". Sull'imminente consultazione popolare sulla separazione delle carriere: "Rivendico la mia firma, ma il mio incarico non è legato all'esito delle urne".

Carlo Nordio mette fine al turbine di critiche riguardanti Giusi Bartolozzi e rilancia l'impegno sulla trasformazione dell'ordinamento giudiziario.

Durante la trasmissione “Realpolitik”, l'esponente dell'esecutivo ha minimizzato le affermazioni della propria assistente definendole “osservazioni che magari in un colloquio informale, nella vivacità del momento, vanno oltre quello che è il significato che uno vorrebbe dare alle espressioni”.

Per l'ex procuratore veneziano, ipotizzare un attacco della funzionaria contro la toga sarebbe assurdo, imputando la tensione al contesto elettorale. “Come si può pensare che una magistrata, che per altro dipende da un ministro della Giustizia che è stato magistrato per 40 anni, voglia di fatto eliminare la magistratura o considerarla un plotone di esecuzione?

Siamo in una campagna elettorale molto accesa e si è detto tutto il contrario di tutto. Giustamente il capo dello Stato ha detto di abbassare i toni e io ho cercato di farlo dal primo momento, ma purtroppo non sempre questi toni si abbassano”, ha rimarcato Nordio, accogliendo il monito della Presidenza della Repubblica. 

Il Ministro ha poi ribadito la totale stima verso la guida del suo staff, negando ogni ipotesi di allontanamento della giurista dal Ministero. Secondo Nordio, Bartolozzi “è una capo Gabinetto di grandissima esperienza che ha accumulato l’esperienza politica con l’esperienza di magistrato, è sempre stata estremamente fedele e laboriosa”. Ha poi aggiunto che “le dimissioni si chiedono per ragioni molto più serie di quella che invece può essere stata, come effettivamente è stata, una voce dal sen fuggita. È stato già fatto un comunicato dove davamo atto di questo errore, lei stessa si è detta molto rammaricata, credo che la cosa dovrebbe finire qui”.

Trattando il tema del plebiscito sulle riforme, Nordio ha garantito che il risultato elettorale non comprometterà la sua carica governativa. “Sicuramente non penserei alle dimissioni, non sarebbero neppure istituzionalmente corrette, tanto più che questa legge è stata approvata dal Parlamento in maggioranza schiacciante. Quindi, benché me ne assuma con orgoglio la paternità, visto che la sostengo da 30 anni, le dimissioni di un ministro dipendono da fattori completamente diversi”, ha puntualizzato.

Tuttavia, ha sottolineato che un fallimento della proposta legislativa costituirebbe un'occasione smarrita, confessando che, in caso di stop popolare, tornerebbe “in ufficio sereno, ma contento no, perché sarei consapevole che affossata questa riforma, per altri parecchi anni non riusciremo più a fare una riforma moderna, liberale, che si allinei con le altre democrazie europee”.

La conclusione del suo ragionamento si è focalizzata sui benefici del voto favorevole, citando la terzietà del giudicante e la severità verso le negligenze professionali. Secondo il Ministro, è necessario sostenere la riforma “per avere un giudice assolutamente imparziale e terzo rispetto a chi porta l’accusato davanti al tribunale e per avere una Corte di giustizia disciplinare che finalmente faccia pagare ai magistrati inetti gli errori che talvolta fanno”.


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