Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Il colpevole ha ammesso il delitto: era sottoposto a misura restrittiva dopo l'ultima aggressione, ma la carenza di braccialetti elettronici lo ha reso un "sorvegliato speciale" solo sulla carta.
Il colpevole ha ammesso il delitto: era sottoposto a misura restrittiva dopo l'ultima aggressione, ma la carenza di braccialetti elettronici lo ha reso un "sorvegliato speciale" solo sulla carta.
Un’altra vittima di una protezione fallace. È finita nel sangue la spirale di violenza che legava una donna di 50 anni al suo ex partner di 67, fermato nelle scorse ore dalla Squadra Mobile con l'accusa di omicidio volontario.
Il dramma è stato scoperto nella serata di ieri in un’abitazione di via Lombardia, dove la figlia della vittima, allarmata dall'assenza di segnali da parte della madre, ha rinvenuto il corpo ormai esanime, straziato da numerose ferite da taglio.
L’indagato, che ha già reso piena confessione davanti agli investigatori, è un uomo che la giustizia aveva già provato a fermare, senza successo. Al momento dell'irruzione in casa della vittima, il killer si trovava infatti agli arresti domiciliari: una misura cautelare scattata all'inizio del 2026 proprio per le reiterate violenze fisiche inflitte alla compagna.
Sebbene il Gip avesse imposto il controllo a distanza tramite braccialetto elettronico, il sistema di monitoraggio non era mai entrato in funzione perché, come confermato dai legali dell'uomo, le autorità non disponevano di apparecchi pronti all'uso.
Una carenza di strumentazione tecnica che ha trasformato una misura di massima allerta in un regime di fiducia, permettendo all'assassino di abbandonare la propria dimora e uccidere l'ex dopo l'ennesimo rifiuto.
La ricostruzione della Mobile ha permesso anche di recuperare l'arma del delitto, un coltello abbandonato in un cassonetto dei rifiuti nelle vicinanze della palazzina.
Il calvario della cinquantenne durava ormai da un anno: dopo una breve relazione segnata da aggressioni feroci, la donna aveva già denunciato il partner nel 2025, salvo poi cedere al ritiro della querela.
L'ultimo assalto, avvenuto pochi mesi fa e costato alla donna un passaggio d’urgenza all'ospedale Piemonte, aveva convinto gli inquirenti a blindare l'uomo in casa. Ma l'assenza del braccialetto ha reso vano ogni sforzo investigativo precedente.
Il 67enne si trova ora rinchiuso nel penitenziario di Gazzi in attesa di giudizio.
APPUNTAMENTI IN AGENDA