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Non più solo automazione, ma supporto strategico per manager e CEO. Secondo i dati IBM e Deloitte, le aziende accelerano gli investimenti, mentre realtà come Bliss Agency lanciano divisioni verticali per trasformare i dati in scelte operative.
Non più solo automazione, ma supporto strategico per manager e CEO. Secondo i dati IBM e Deloitte, le aziende accelerano gli investimenti, mentre realtà come Bliss Agency lanciano divisioni verticali per trasformare i dati in scelte operative.
L'Intelligenza Artificiale ha superato la fase del "laboratorio" per diventare il motore dei processi decisionali nelle aziende strutturate. Se inizialmente veniva percepita come uno strumento per automatizzare compiti ripetitivi, oggi l'AI affianca i vertici aziendali nella previsione degli scenari, nella gestione della supply chain e nella valutazione dei rischi.
I dati dell'IBM Global AI Adoption Index confermano la tendenza: il 42% delle imprese ha già implementato soluzioni attive, mentre il 59% di chi la utilizza ha accelerato gli investimenti nell'ultimo biennio.
Tuttavia, il passaggio all'adozione matura resta una sfida. Secondo McKinsey, solo l'1% dei dirigenti definisce "maturi" i propri rollout di AI generativa.
Il valore reale emerge solo laddove le imprese riescono a "ricablare" i flussi interni, integrando la tecnologia con controlli umani e KPI chiari.
Un segnale di fiducia arriva dai CEO: nel sondaggio Fortune-Deloitte della primavera 2025, l'89% dichiara di implementare o sperimentare forme di agentic AI, riconoscendo alla tecnologia la capacità di generare valore concreto per l'organizzazione.
In questo panorama si inserisce l'iniziativa di Bliss Agency, gruppo di brand advisory con sedi a Roma e Milano, che ha lanciato Corallo AI, una divisione dedicata proprio all'integrazione dell'intelligenza artificiale nei flussi operativi. L'approccio punta a superare la fase degli annunci per arrivare ai risultati tangibili.
Secondo Francesco Acri, Founder e CEO di Bliss, “il mercato dell’AI è saturo di promesse. Corallo AI nasce per fare l’opposto: smettere di mostrare l’intelligenza artificiale e iniziare a farla lavorare. Niente app, nè chatbot generici. Proponiamo un’ingegneria dei processi che trasforma i dati silenziosi in decisioni operative”.
La partita della competitività si sposta dunque dalla semplice acquisizione di software alla qualità della governance e dei dati. La velocità di esecuzione e la precisione delle analisi diventano i nuovi parametri di successo, segnando il confine tra semplici progetti pilota e applicazioni capaci di incidere realmente sui bilanci aziendali.
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