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L'intelligence energetica Kpler lancia l'allarme sulla paralisi del transito marittimo dopo l'inizio delle ostilità: rotte desertificate e navi a transponder spenti nel cuore del Golfo Persico.
L'intelligence energetica Kpler lancia l'allarme sulla paralisi del transito marittimo dopo l'inizio delle ostilità: rotte desertificate e navi a transponder spenti nel cuore del Golfo Persico.
Il monitoraggio dei flussi energetici mondiali registra un dato senza precedenti nel cuore dello scacchiere mediorientale: il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è letteralmente crollato del 90% in coincidenza con l'apertura delle ostilità belliche nei confronti dell'Iran.
La denuncia arriva direttamente dalla società di intelligence del mercato energetico Kpler, che attraverso i propri canali ufficiali ha evidenziato come il blocco sia pressoché totale. Matt Wright, analista della società, ha voluto sottolineare le modalità rischiose con cui si muovono le pochissime unità ancora presenti nell'area: "A differenza di altri tipi di imbarcazioni, i cui movimenti sono in gran parte cessati, alcune petroliere stanno ancora attraversando lo stretto da est a ovest, alcune con i transponder spenti".
Il quadro di una via d'acqua vitale ormai deserta è confermato dalle analisi tecniche di MarineTraffic, che certificano la magnitudo del calo rispetto ai flussi ordinari delle settimane precedenti.
Secondo il sito web specializzato nel tracciamento navale, i dati non lasciano spazio a interpretazioni: "L'analisi dell'attività di navigazione indica che i transiti di petroliere sono attualmente inferiori del 90% rispetto alla scorsa settimana".
La drastica riduzione dei passaggi in quello che è considerato il collo di bottiglia del greggio mondiale pone interrogativi immediati sulla tenuta delle forniture globali e sull'inevitabile pressione rialzista sui costi del barile, mentre le compagnie di navigazione scelgono la prudenza totale di fronte al rischio di attacchi diretti.
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