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Si è spento a Bucarest, all'età di 80 anni, l'ex Ct della nazionale romena e protagonista del calcio italiano. Dopo un malore accusato a marzo, l'allenatore è stato colpito da un infarto fatale. Il mondo dello sport piange uno dei tecnici più vincenti della storia.
Si è spento a Bucarest, all'età di 80 anni, l'ex Ct della nazionale romena e protagonista del calcio italiano. Dopo un malore accusato a marzo, l'allenatore è stato colpito da un infarto fatale. Il mondo dello sport piange uno dei tecnici più vincenti della storia.
Il mondo del calcio piange la scomparsa di Mircea Lucescu, morto all'età di 80 anni presso l'Ospedale universitario d'emergenza di Bucarest.
L'ex commissario tecnico della Romania, che aveva lasciato la panchina della nazionale solo di recente per motivi di salute, era stato colpito da un malore lo scorso 29 marzo durante un allenamento. Nonostante un iniziale segnale di miglioramento, un infarto miocardico acuto sopraggiunto venerdì 3 aprile ha aggravato irrimediabilmente il quadro clinico, portando al decesso nella giornata di oggi dopo un periodo in coma farmacologico.
Nato nel 1945, Lucescu ha segnato un'epoca sia come calciatore (storico capitano della Romania ai Mondiali del 1970) sia come allenatore di caratura internazionale.
In Italia il suo nome resta legato a piazze storiche come Pisa, Reggiana e Inter, ma soprattutto al Brescia, che guidò a due promozioni in Serie A.
La sua leggenda si è però consolidata all'estero: dalla Supercoppa Europea con il Galatasaray alla straordinaria epopea con lo Shakhtar Donetsk, con cui ha sollevato 21 trofei nazionali e la Coppa Uefa nel 2008, senza dimenticare i trionfi con Dinamo Kiev e Besiktas.
Nell'agosto 2024 era tornato per l'ultima sfida alla guida della sua nazionale.
Profondo il cordoglio espresso dalla Federcalcio romena con una nota ufficiale: “È morto un uomo che è stato più di un allenatore, colui che ci ha insegnato che il calcio non è solo uno sport, ma un modo di vivere con dignità. Mircea Lucescu è stato un modello per decine di generazioni, un uomo che amava il calcio più di se stesso. Ci restano i ricordi, le lezioni di vita e l’eleganza inconfondibile con cui camminava in ogni stadio del mondo. Di una cosa sola siamo convinti: se dove ti trovi adesso c’è un campo da calcio, lo troverai sicuramente. Grazie di tutto, signor Lucescu! Riposa in pace”.
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