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Dimarco non cerca scuse: "A San Siro servirà una partita offensiva, pronti a 120 minuti di battaglia".
Dimarco non cerca scuse: "A San Siro servirà una partita offensiva, pronti a 120 minuti di battaglia".
L'Inter si appresta a vivere una notte europea da "dentro o fuori" con la ferma convinzione di poter cancellare il passo falso dell'andata. Cristian Chivu, chiamato a guidare i nerazzurri nella decisiva sfida di ritorno dei play-off di Champions League contro il Bodo/Glimt, ha delineato la rotta psicologica e tattica da seguire per centrare la qualificazione.
L'allenatore ha voluto spogliare l'ambiente dall'ansia del risultato immediato, puntando tutto sulla gestione dei nervi e dell'equilibrio: "Dobbiamo scendere in campo con la stessa serenità, tranquillità e giusta preparazione alla partita. Non cambia niente, bisogna entrare in campo per vincere e non dobbiamo avere la pressione di fare 2-3 gol. Dobbiamo avere la lucidità nel capire e leggere i momenti. Noi siamo una squadra che è in grado di poter recuperare il risultato dell’andata. Dobbiamo mantenere equilibrio perchè il Bodo in transizione è molto pericoloso".
Ripercorrendo gli errori commessi in Norvegia, Chivu non ha cercato giustificazioni, sottolineando come la sconfitta sia stata figlia di una prestazione non all'altezza dei momenti chiave: "La partita di andata? Amarezza per la sconfitta, perchè potevamo far meglio ma abbiamo ottenuto quello che abbiamo meritato sul campo. Giochiamo a 72 ore dall’ultima partita. Stiamo cercando di prendere una gara alla volta senza pianificazioni. Siamo pronti sia dal punto di vista fisico che mentale e sapremo gestire tutte le competizioni. Domani mi interessano l’approccio, la fiducia, consapevoli che ci potrebbero essere 120 minuti più i rigori.
Cosa ci ha insegnato la gara di andata? Che non sarebbe stato semplice, dovevamo adattarci al meglio alle condizioni climatiche, del campo e non siamo stati in grado di farlo, o solo a tratti. Sapevamo che tutto quello che loro avevano fatto di buono, non era casualità, sapevamo che ci potevano mettere in difficoltà.
In alcuni momenti non siamo stati all’altezza er speriamo non accada di nuovo. Assenza Lautaro? Noi abbiamo tanti leader, tutti danno il loro contributo dall’inizio della stagione".
Sulla stessa lunghezza d'onda si è sintonizzato Federico Dimarco, uno dei senatori del gruppo e pilastro della fascia sinistra. L'esterno ha spostato l'attenzione dalle difficoltà ambientali incontrate nel primo round alla necessità di un atteggiamento aggressivo tra le mura amiche: "Dobbiamo provare la rimonta. In Norvegia il campo ha influito, ma a San Siro servirà una partita offensiva".
Dimarco ha poi concesso una battuta sulla straordinaria marcia in campionato, che vede l'Inter saldamente in vetta con un vantaggio in doppia cifra: "Siamo usciti da grande squadra nei momenti di difficoltà. Sono contento perchè questo gruppo si merita tanto. Scudetto più vicino? Siamo a febbraio, mancano 12 partite. Sono tanti 10 punti ma mancano ancora troppe partite. Record assist? E’ frutto del lavoro che ho fatto, chi non sarebbe contento? Se portano risultati alla squadra sono felice, ma se sono fine a se stessi contano poco".
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