
- Prima Notizia 24
- Martedì 21 Aprile 2026
Antifrode, Roberto Alesse apre la conferenza nazionale: nuova strategia Adm tra tecnologia, controlli e cooperazione
Da Roma il direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli indica la linea per rafforzare il contrasto alle frodi: rete nazionale, modelli predittivi, task force dedicate e collaborazione tra istituzioni contro minacce economiche sempre più complesse e transnazionali.
di Maurizio Pizzuto
È Roberto Alesse, direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ad aprire la prima Conferenza Nazionale Antifrode, presentata come l’avvio di una fase nuova nella tutela della sicurezza economica del Paese.
Nel suo intervento, Alesse colloca la legalità economica al centro della tenuta dei mercati e della credibilità dello Stato, sottolineando che il contrasto agli illeciti non può più essere considerato una questione settoriale, ma una priorità che coinvolge l’intero sistema pubblico.
Nel discorso emerge con nettezza il valore strategico dell’appuntamento romano, definito non come semplice evento istituzionale ma come luogo operativo di confronto tra strutture dell’Agenzia, partner nazionali e realtà sovranazionali.
L’obiettivo indicato da Alesse è costruire una comunità antifrode più coesa, capace di condividere strumenti, risultati, criticità e linguaggi comuni tra centro e territori.
Il direttore generale dell’ADM insiste soprattutto su un punto: le frodi contemporanee hanno cambiato scala e natura. Non si tratta più di episodi sporadici, ma di fenomeni strutturali che si muovono lungo canali internazionali, sfruttano triangolazioni commerciali, identità virtuali difficili da intercettare e strumenti finanziari alternativi, mettendo sotto pressione il sistema dei controlli tradizionali.
Da qui la scelta di rafforzare la Rete Nazionale Antifrode, nata per integrare analisi, controlli e supporto tecnico-scientifico in una logica unitaria.
Nel disegno illustrato da Alesse, questa rete dovrà diventare una piattaforma stabile di intelligence amministrativa, capace di rendere più rapido lo scambio di informazioni e più efficace la risposta ai rischi emergenti.
Ampio spazio viene riservato anche all’innovazione tecnologica. Alesse indica come decisivi l’uso di algoritmi predittivi, l’analisi avanzata di grandi quantità di dati, l’impiego di scanner di nuova generazione e l’integrazione di piattaforme digitali, strumenti che dovranno aiutare l’Agenzia a riconoscere anomalie nei flussi commerciali, anticipare comportamenti illeciti e distinguere con maggiore precisione le operazioni a basso rischio da quelle più sensibili.
Nel passaggio dedicato al biennio 2026-2027, il direttore generale fissa alcune priorità operative: modelli predittivi più accurati, personale sempre più formato, verifiche selettive e task force mirate nei comparti maggiormente esposti.
La linea è chiara: la tecnologia deve aumentare la capacità di intervento, ma resta essenziale il contributo delle competenze professionali di chi opera ogni giorno nei controlli e nelle attività investigative.
Alesse lega infine la sfida antifrode a una responsabilità istituzionale condivisa. Magistratura, forze di polizia, organismi di sicurezza nazionale, amministrazioni pubbliche e partner europei vengono richiamati come parti di un fronte comune, perché nessuna istituzione, da sola, può affrontare un fenomeno così articolato e mutevole.
La Conferenza Nazionale Antifrode, nella visione espressa dal direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, diventa così il punto di partenza di un metodo permanente fondato su cooperazione, innovazione e presidio della legalità economica. Un’impostazione che punta a rendere l’ADM sempre più centrale nella difesa degli interessi economici nazionali e nella prevenzione delle minacce che attraversano mercati, confini e filiere.
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