
- Prima Notizia 24
- Martedì 21 Aprile 2026
Omicidio a Pavia, la difesa del 16enne: "Aggredito dal gruppo della vittima, ha reagito"
Emergono nuovi dettagli sulla rissa costata la vita a Gabriele Vaccaro. I legali del minore puntano l'attenzione sul passato del ragazzo e sul presunto ritardo nei soccorsi.
Si terrà giovedì mattina presso l'istituto penale "Cesare Beccaria" di Milano l'interrogatorio di garanzia del sedicenne accusato dell'omicidio di Gabriele Vaccaro, il venticinquenne originario di Favara rimasto vittima di una brutale aggressione a Pavia.
Il minorenne, attualmente in stato di fermo, è ritenuto responsabile del fendente al collo che ha causato l'emorragia fatale per il giovane siciliano.
Gli avvocati Barbara Ricotti e Filippo Beolchini, legali di fiducia della famiglia del ragazzo di origini egiziane, hanno fornito una ricostruzione che ribalta parzialmente le prime ipotesi sulla dinamica del delitto, scaturito sembra da un banale diverbio per una fetta di pizza.
"Prima di tutto vogliamo smentire il fatto che il nostro assistito non abbia collaborato con la polizia durante l'interrogatorio - hanno dichiarato Ricotti e Beolchini -. Ha risposto alle domande che gli sono state rivolte e ha spiegato che ha sferrato il colpo dopo essere stato aggredito, insieme ai quattro ragazzi che erano con lui, dagli altri tre giovani".
Secondo questa versione, la colluttazione sarebbe degenerata dopo che la vittima e i suoi amici avrebbero negato del cibo al gruppo dei cinque minori.
I difensori hanno inoltre sollevato dubbi cruciali sulle fasi successive al ferimento, chiedendosi esplicitamente: "Perché non è stato chiamato subito il 118? Quanto ha inciso sulla morte di questo povero ragazzo il ritardo con cui è stato lanciato l'allarme?".
Sarà l'autopsia, non ancora fissata, a stabilire se un intervento più tempestivo avrebbe potuto salvare la vita a Vaccaro, giunto al San Matteo in condizioni già disperate.
Nel delineare il profilo del loro assistito, i legali hanno ricordato come il sedicenne sia stato a sua volta bersaglio di episodi violenti in passato, tra cui un'aggressione subita a tredici anni da parte di una baby gang e un accoltellamento avvenuto lo scorso novembre nel quartiere Crosione.
Questi traumi avrebbero segnato profondamente il ragazzo, nonostante gli sforzi della famiglia per garantirgli un percorso educativo protetto. Resta ancora da individuare l'arma del delitto, quasi certamente un coltello, mentre le indagini proseguono per cristallizzare le responsabilità di tutti i presenti al momento della tragedia.
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