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  • Martedì 21 Aprile 2026

Monza, separazione record per due gemelline siamesi: un intervento di 40 ore ne salva una

Al San Gerardo una maratona chirurgica senza precedenti per due sorelline arrivate dal Senegal. Il cuore della più fragile non ha retto, ma per la sopravvissuta è iniziata una nuova vita.

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Una straordinaria operazione di separazione di gemelline siamesi, durata ben 40 ore e condotta presso l'ospedale San Gerardo di Monza, ha segnato un confine tra il dolore e la speranza per una famiglia senegalese arrivata in Italia nel 2024.

Le bambine erano nate con una rarissima fusione cranio-encefalica verticale totale, una condizione che si verifica in un caso ogni 2,5 milioni di nascite, rendendo i vasi sanguigni e i tessuti cerebrali un unico, inestricabile complesso.

Il lungo percorso clinico, coordinato dal Sistema Sanitario Lombardo e supportato da un volo dell'Aeronautica Militare, è culminato in una maratona chirurgica nel 2025 che ha visto decine di specialisti italiani e americani lavorare senza sosta per due giorni e due notti.

Nonostante l'impegno totale dell'équipe, la piccola T., già gravata da severe compromissioni multiorgano, non è sopravvissuta alla separazione vascolare, mentre la sorellina D. ha superato l'intervento e ha finalmente iniziato un percorso di riabilitazione che le permetterà di muoversi e crescere in autonomia.

L'intero processo è stato il frutto di una collaborazione multidisciplinare che ha unito neurochirurghi, anestesisti e infermieri in quello che i medici hanno descritto come un impegno corale durato oltre un anno.

"Per oltre quattordici mesi abbiamo lavorato come una sola squadra", ha spiegato l'équipe del San Gerardo, aggiungendo di aver "messo insieme competenze, esperienza e cuore, con un unico obiettivo: dare a queste bambine la migliore possibilità di vita".

La sfida non è stata solo tecnica, legata all'uso di simulazioni tridimensionali e tecnologie d'avanguardia, ma profondamente umana, come testimoniato dal legame nato tra i sanitari e i genitori delle piccole.

Questi ultimi, pur segnati dalla perdita di una delle figlie, hanno espresso profonda gratitudine per il sostegno ricevuto durante i lunghi mesi di degenza a Monza. "Abbiamo incontrato persone eccezionali che ci hanno accompagnato in ogni momento", hanno raccontato i genitori, sottolineando come, "anche nel dolore, abbiamo trovato forza nella loro dedizione".

Oggi la piccola D. rappresenta un traguardo della scienza medica e della solidarietà internazionale, affrontando un futuro che prima della separazione le era precluso a causa della totale immobilità. La sua storia resta una testimonianza di eccellenza del polo ospedaliero lombardo, capace di attrarre l'attenzione di audit internazionali per la gestione di casi di estrema complessità craniofacciale pediatrica.

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