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Il prestigioso concorso fotogiornalistico celebra le storie che contano, tra crisi globali e riscatto sociale. Il progetto "Farīsāt" della fotografa italiana vince a livello regionale raccontando la sfida femminile alle tradizioni equestri.
Il prestigioso concorso fotogiornalistico celebra le storie che contano, tra crisi globali e riscatto sociale. Il progetto "Farīsāt" della fotografa italiana vince a livello regionale raccontando la sfida femminile alle tradizioni equestri.
Morte, malattia e catastrofi raccontano un mondo sempre più in preda ai demoni dei conflitti e delle crisi, ma tra i vincitori regionali del World Press Photo Contest 2026 emergono anche storie di riscatto, resistenza e tradizioni nascoste.
Sono immagini toccanti e multiformi che arrivano da fotogiornalisti di ogni angolo del pianeta, uniti dall'obiettivo di "connecting the world to the stories that matter".
Tra i premiati di quest'anno spicca l'italiana Chantal Pinzi con il suo progetto "Farīsāt: Gunpowder's Daughters", un lavoro che documenta la forza delle donne marocchine che sfidano una tradizione equestre storicamente maschile, rivendicando con orgoglio il proprio spazio nella cultura del Paese.
I vincitori dell'edizione 2026 sono stati selezionati tra 57.376 fotografie presentate da 3.747 professionisti provenienti da 141 Paesi.
L'attesa è ora rivolta a giovedì 23 aprile, quando verranno annunciati online e durante una conferenza stampa ad Amsterdam la World Press Photo of the Year e i due finalisti. L'evento coinciderà con l'apertura della mostra principale presso De Nieuwe Kerk, nei Paesi Bassi.
Per il pubblico italiano, l'esposizione farà tappa al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 7 maggio al 29 giugno, offrendo uno sguardo privilegiato sulle migliori proposte del fotogiornalismo mondiale contemporaneo.
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