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Una proposta di emendamento allo Scaleup Act per blindare le eccellenze italiane: WBO innovativi, Spin-off di distretto e Integrazione Verticale Inversa per scalare in Europa senza subire scalate speculative.
Una proposta di emendamento allo Scaleup Act per blindare le eccellenze italiane: WBO innovativi, Spin-off di distretto e Integrazione Verticale Inversa per scalare in Europa senza subire scalate speculative.
Proteggere il DNA tecnologico dell'Italia e trasformare i distretti industriali in campioni della crescita europea. Con questo obiettivo UNICOOP domani presenterà al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) una proposta di integrazione strategica allo Scaleup Act (Legge 34/2026), introducendo la configurazione giuridica dell’Impresa a Proprietà Diffusa e Partecipata (IPDP).
Il modello, che vede nelle società cooperative il suo nucleo fondante, punta a neutralizzare il rischio di deindustrializzazione e di perdita di brevetti, garantendo che il controllo delle imprese resti saldamente nelle mani di chi produce innovazione: lavoratori, ricercatori e giovani talenti.
La proposta prevede una corsia preferenziale di "Fast Track" con presunzione di innovatività per i primi 24 mesi per due fattispecie chiave:
WBO Innovativi (Workers Buyout): il salvataggio di rami d’azienda tecnologici da parte dei lavoratori.
Spin-off di Distretto: la gemmazione di nuove unità aziendali nate dai campioni territoriali.
Entrambi i modelli sono vincolati a Piani di Staffetta Generazionale, che prevedono l'ingresso obbligatorio di giovani under 35, garantendo la trasmissione del know-how e la rigenerazione delle competenze.
La vera rivoluzione risiede nell’Integrazione Verticale Inversa, una configurazione che unisce Organismi di Ricerca, imprese del distretto e giovani ricercatori/Neet. In questo schema, la Ricerca non è più un fornitore esterno, ma risale la filiera aggregando la capacità manifatturiera.
Il risultato è un’impresa nativamente pronta per la scalata europea, dotata di una struttura finanziaria solida ma protetta da una governance partecipativa.
Il modello IPDP è progettato per impedire le scalate speculative interne ed esterne. Attraverso la neutralizzazione della soglia UE del 25% sulla governance (voto capitario) e l'adozione dello Statuto Standard certificato via EU Wallet, UNICOOP propone un'architettura dove i soci sovventori apportano capitali per la crescita, ma la guida strategica resta vincolata ai soci operativi.
"Vogliamo che le nostre scaleup corrano nel mercato unico senza il timore di perdere la propria identità o di essere 'scippate' del proprio valore tecnologico", sottolinea UNICOOP. "Questa proposta rende il capitale partecipativo il benchmark della resilienza industriale europea, mettendo in sicurezza la sovranità tecnologica dei nostri distretti".
UNICOOP impegna il MIMIT a promuovere questo standard come "Innovative Collaborative Enterprise" (ICE) nell'ambito del 28° regime societario europeo (EU Inc.), offrendo all'Italia una posizione di leadership nella definizione delle imprese del futuro: democratiche, tecnologiche e inscalabili.
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