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Musa di Eduardo e Pasolini, dai successi di Sanremo al sodalizio con Totò, scompare a 87 anni l'ultima grande diva poliedrica che ha portato l'anima di Napoli sui palcoscenici del mondo.
Musa di Eduardo e Pasolini, dai successi di Sanremo al sodalizio con Totò, scompare a 87 anni l'ultima grande diva poliedrica che ha portato l'anima di Napoli sui palcoscenici del mondo.
Napoli piange una delle sue ultime, autentiche dive. Si è spenta questa mattina all'alba, all'età di 87 anni, Angela Luce (all'anagrafe Angela Savino), artista dalla carriera monumentale che ha attraversato oltre settant'anni di storia dello spettacolo italiano.
Definita da Eduardo De Filippo come un talento naturale per cui "non occorrono provini", la Luce è stata l'unica interprete capace di fondere con eguale vigore la veracità della sceneggiata, la raffinatezza del teatro d'autore e il successo popolare del cinema e della canzone.
Nata nel cuore di Napoli il 3 dicembre 1938 (sebbene alcune fonti indichino il 1937), Angela Savino cresce tra i vicoli di Via Mezzocannone. Figlia di un artigiano, esordisce appena quattordicenne alla Piedigrotta Bideri con il brano Zì Carmilì. Il salto verso il professionismo avviene grazie all'incontro con Ugo D'Alessio, che la presenta a Eduardo De Filippo.
Il "Direttore" la scrittura immediatamente per la compagnia del San Ferdinando, dove Angela cresce alla sua durissima scuola recitando in capolavori come Natale in casa Cupiello (nel ruolo di Ninuccia) e, anni dopo, negli storici sceneggiati televisivi come Peppino Girella.
La sua carriera è un mosaico di incontri con i più grandi maestri del Novecento: nel cinema, con circa 80 pellicole all'attivo, ha lavorato con Luchino Visconti (Lo straniero), Pier Paolo Pasolini (Il Decameron), Mario Mattoli (celebre lo sketch del "bacio di condoglianze" con Totò in Signori si nasce) e Pupi Avati (La seconda notte di nozze). Nel 1995 raggiunge l'apice della critica con L'amore molesto di Mario Martone, interpretazione che le vale il David di Donatello come miglior attrice non protagonista e la porta in concorso al Festival di Cannes.
Attiva anche a teatro, nel 1967, diretta da Giuseppe Patroni Griffi in Napoli notte e giorno, dà vita a un'interpretazione leggendaria di Bammenella di Raffaele Viviani. La sua performance fu talmente viscerale che un critico inglese a Londra scrisse: "La Carmen di Bizet di fronte a Bammenella è una semplice venditrice di tabacchi".
Come cantante, nel 1975 conquista il secondo posto al Festival di Sanremo con Ipocrisia, brano che diventa un successo internazionale. Resta l'unica artista al mondo presente nell'Archivio Storico della Canzone Napoletana con la doppia esecuzione dello stesso brano.
Donna di grande riservatezza, Angela Luce non si è mai sposata. Recentemente aveva confessato che il grande amore della sua vita era stato il collega Peppino Gagliardi. Appena un anno fa, il Senato della Repubblica l'aveva insignita di un premio alla carriera come l'artista più longeva d'Italia. Il suo ultimo pensiero pubblico, affidato ai social pochi giorni fa, era stato di profondo dolore per l'incendio del Teatro Sannazaro, luogo simbolo della sua Napoli.
L'amministrazione comunale di Napoli ha disposto l'allestimento della camera ardente per la giornata di domani, sabato 21 febbraio, dalle ore 8:45 alle 12:00, presso la Sala dei Baroni al Maschio Angioino. I funerali solenni si terranno alle ore 12:30 nella Chiesa di San Ferdinando (la Chiesa degli Artisti) in Piazza Trieste e Trento.
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