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Dopo 54 anni l'uomo torna verso il satellite: l'equipaggio guidato da Reid Wiseman ha acceso i motori per l'inserimento in traiettoria lunare. La missione, che vede il contributo tecnologico dell'Italia, farà da apripista per le future basi fisse.
Dopo 54 anni l'uomo torna verso il satellite: l'equipaggio guidato da Reid Wiseman ha acceso i motori per l'inserimento in traiettoria lunare. La missione, che vede il contributo tecnologico dell'Italia, farà da apripista per le future basi fisse.
Gli astronauti della missione Artemis II hanno ufficialmente acceso i motori della navetta Orion, lasciando l'orbita terrestre per immettersi nella traiettoria trans-lunare.
Dopo oltre mezzo secolo dall'era Apollo, quattro esseri umani tornano a viaggiare verso il satellite naturale della Terra, segnando l'inizio di una nuova fase dell'esplorazione spaziale. L'obiettivo dichiarato non è solo il ritorno, ma la permanenza: la missione punta infatti a porre le basi per un insediamento stabile.
“È un trampolino per Marte”, ha dichiarato l’amministratore capo della Nasa, Jared Isaacman, sottolineando come la costruzione di una base sulla superficie lunare sia il passaggio fondamentale per le future ambizioni verso il Pianeta Rosso.
Il lancio, avvenuto dal Kennedy Space Center a bordo del potente razzo Space Launch System (Sls), ha superato alcuni lievi problemi tecnici iniziali prima che la capsula Orion si separasse correttamente dallo stadio superiore.
Ora la navetta viaggia autonomamente grazie al modulo di servizio realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa), alla cui costruzione l’Italia ha partecipato attivamente tramite la Thales Alenia Space.
A bordo della navetta, al comando del veterano Reid Wiseman, si trovano il pilota Victor Glover, Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen.
L'equipaggio, in costante collegamento con i centri di controllo di Houston e dell'Esa nei Paesi Bassi, rappresenta un momento simbolico per la storia del volo umano: si tratta infatti del “primo uomo di colore, la prima donna e il primo non americano” a raggiungere l'orbita lunare.
Insieme a loro viaggia "Rise", l'indicatore di gravità che contiene una memory card con i nomi di oltre 6,5 milioni di persone che hanno aderito all'iniziativa globale della Nasa.
La missione Artemis II è considerata la “missione gemella dell’Apollo 8” del 1968, poiché entrambe sono state progettate per orbitare attorno alla Luna e aprire la strada al successivo allunaggio.
L’equipaggio di Orion percorrerà un'unica orbita lunare, spingendosi potenzialmente nel punto più distante dalla Terra mai raggiunto dall'uomo, per poi sfruttare l'effetto fionda gravitazionale sul lato nascosto della Luna e iniziare il viaggio di ritorno.
Rispetto al passato, l'impresa ha un forte carattere internazionale: l'Europa ha fornito il cuore della navetta, il Modulo di Servizio Europeo (Esm), fondamentale per garantire propulsione, aria, acqua ed elettricità agli astronauti durante l'intera durata del volo.
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