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Dopo cinque anni torna visitabile il rifugio segreto della famiglia reale: 200 metri quadri nel sottosuolo di Roma tra stanze blindate e bagni originali.
Dopo cinque anni torna visitabile il rifugio segreto della famiglia reale: 200 metri quadri nel sottosuolo di Roma tra stanze blindate e bagni originali.
Il cuore sotterraneo di Villa Ada torna finalmente accessibile al pubblico. Dopo una chiusura durata oltre cinque anni, riapre ufficialmente lo storico bunker dei Savoia, il rifugio antiaereo voluto da Vittorio Emanuele III per proteggere la famiglia reale dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
L'operazione di ripristino e restituzione del sito è stata resa possibile grazie alla sinergia tra l'amministrazione di Roma Capitale e le associazioni Roma Sotterranea e Asd Giochi di Strada, che hanno curato il recupero degli ambienti ipogei situati nel parco di via Salaria.
Durante la cerimonia di riapertura, il sindaco Roberto Gualtieri ha voluto sottolineare il valore politico e pedagogico del sito: "La Villa fu confiscata ai Savoia nel dopoguerra e venne trasformata in un parco pubblico. Il bunker è interessante perché appartiene a quel periodo della storia in cui l'Italia stava subendo l'offensiva alleata, in cui iniziava ad essere oggetto dei primi bombardamenti. Nel maggio del 1943 viene ultimato il bunker della famiglia reale e l'8 settembre l'Italia firma l'armistizio. Resta, ad oggi, un documento storico importante che invito tutti a visitare. La guerra è molto brutta ed è meglio lavorare per la pace".
Il sito archeologico-industriale si presenta come un’imponente struttura difensiva che si estende per oltre 200 metri quadri interamente nel sottosuolo. Costruito con tecniche d'avanguardia per l'epoca, il rifugio era ad uso esclusivo dei reali e si distingue per la sua particolare forma circolare. Al suo interno, il percorso si snoda attraverso sette ambienti ben conservati: l'area comprende due stanze principali destinate alla permanenza dei Savoia, due bagni, un'anticamera di filtro e due locali di servizio per gli impianti tecnici.
La riapertura permette di osservare da vicino la vita "blindata" della corona nei mesi cruciali del 1943, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi in un'atmosfera sospesa tra l'ingegneria bellica e la memoria di un'Italia pronta al passaggio verso l'armistizio e la Repubblica.
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