Paralimpiadi, Parsons: "Riammissione Russia e Bielorussia? Avvenuta con un voto democratico"

Clima teso a Cortina alla vigilia dei Giochi Invernali. Il Presidente dell'IPC blinda la scelta di riportare in gara atleti, inni e bandiere, mentre sette nazioni annunciano il boicottaggio della cerimonia inaugurale di Verona.

(Prima Notizia 24)
Giovedì 05 Marzo 2026
Belluno - 05 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Clima teso a Cortina alla vigilia dei Giochi Invernali. Il Presidente dell'IPC blinda la scelta di riportare in gara atleti, inni e bandiere, mentre sette nazioni annunciano il boicottaggio della cerimonia inaugurale di Verona.

A poche ore dall’accensione del braciere, il fronte sportivo internazionale si spacca sulla partecipazione degli atleti russi e bielorussi ai Giochi Paralimpici di Milano-Cortina 2026. In una conferenza stampa carica di tensione svoltasi a Cortina, il Presidente dell’International Paralympic Committee (IPC), Andrew Parsons, ha difeso con vigore la scelta di revocare ogni restrizione, permettendo il ritorno ufficiale di atleti, inni e bandiere delle due nazioni.

"La riammissione di russi e bielorussi ai Giochi è avvenuta con un voto democratico", ha esordito Parsons, respingendo al mittente le critiche di chi chiedeva nuove sanzioni in scia agli ultimi sviluppi bellici. Il numero uno del movimento paralimpico ha rivendicato la coerenza statutaria dell'organizzazione, sottolineando un punto di principio: "Non possiamo scegliere quando essere democratici in base all’esito delle decisioni dell’assemblea generale".

Parsons ha poi ripercorso le tappe che hanno portato a questa svolta, citando il voto dell’assemblea generale dello scorso settembre a cui hanno partecipato 177 Comitati su 211: "È stato un processo democratico condotto in conformità con la procedura prevista dallo statuto dell’Ipc. Riconosco che questa decisione non sia stata accolta favorevolmente in alcune parti del mondo, ma l’Ipc è un’organizzazione globale democratica le cui decisioni in materia di sospensione dei membri sono determinate dai membri stessi". Il Presidente ha evidenziato come l'orientamento dei membri sia mutato nel tempo attraverso tre diverse votazioni: la sospensione totale nel 2022, quella parziale nel 2023, fino all'assenza di sospensione votata nel 2025. "Ogni volta l’Ipc ha rispettato e attuato la decisione presa dai nostri membri, come siamo tenuti a fare dal nostro statuto", ha aggiunto Parsons, dichiarandosi sorpreso che la questione sia "esplosa di nuovo" nonostante la decisione risalga a diversi mesi fa.

Tuttavia, la decisione ha innescato una reazione diplomatica immediata. Craig Spence, Chief Brand and Communications Officer dell'IPC, ha confermato che sette Paesi hanno deciso di boicottare la cerimonia inaugurale in programma domani all'Arena di Verona. Si tratta di Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia e Ucraina. Spence ha precisato: "Rispettiamo questa decisione, ma siamo consapevoli che questi Comitati non parteciperanno per ragioni politiche".

Nonostante il boicottaggio della parata, l'edizione italiana si preannuncia storica per i numeri. Spence ha definito l'Italia come "la seconda casa del movimento paralimpico", ricordando le origini di Roma 1960 e il successo di Torino 2006. Quelli di Milano-Cortina saranno Giochi da record con 612 atleti provenienti da 56 nazioni, superando il precedente primato di PyeongChang 2018. Resta invece in sospeso la valutazione sull'impatto del conflitto in Medio Oriente: l'IPC ha comunicato di stare monitorando l'evoluzione delle informazioni per determinare eventuali ripercussioni sulla sicurezza dell'evento.


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