Palermo: Dalmazio Frau presenta il suo saggio “Caravaggio - luci ed ombre"

Questo piccolo saggio va a indagare, in una direzione diversa da tutti gli altri, i rapporti tra l’arte del Caravaggio e i suoi committenti legati alle scienze occulte del suo tempo, l’ermetismo e, soprattutto, l’alchimia. Appuntamento il 27 febbraio al Conservatorio Scarlatti.

di Paola Pucciatti
Martedì 24 Febbraio 2026
Palermo - 24 feb 2026 (Prima Notizia 24)

Questo piccolo saggio va a indagare, in una direzione diversa da tutti gli altri, i rapporti tra l’arte del Caravaggio e i suoi committenti legati alle scienze occulte del suo tempo, l’ermetismo e, soprattutto, l’alchimia. Appuntamento il 27 febbraio al Conservatorio Scarlatti.

Dalmazio Frau, storico dell’arte, presenta il suo saggio “Caravaggio – Luci ed ombre. Tra alchimia e altri misteri”, edito da Bastogi, venerdì 27 febbraio 2026, alle ore 17,00, presso il Conservatorio di Musica Alessandro Scarlatti in Via Squarcialupo, 45 a Palermo, con il coordinamento di Antonino Sala.

Ad intervenire saranno: Antonella Lupo presidente dell’Associazione Civitan Panormitan, Laura Natangelo docente di Storia dell’Arte, Tommaso Romano Presidente dell’A.S.C.U.Accademia Siciliana Cultura Umanistica Il Vicedirettore del Conservatorio di Palermo Giuseppe La Rosa porterà i suoi saluti.

Su Michelangelo Merisi da Caravaggio, detto semplicemente Caravaggio si è scritto molto. Ebbe una vita avventurosa, al di sopra delle righe, spinto dalla spasmodica volontà di conseguire, in ogni ambito, la libertà. Animato anche da un’insaziabile ricerca di gloria. Il saggio di Dalmazio Frau, da poco nelle librerie, è un interessante volume che ricostruisce le vicende biografiche del pittore analizzandone le opere con sguardo nuovo e originale con l’’introduzione di Alessandro Sansoni. Caravaggio è stato spesso presentato, dalla letteratura critica caravaggesca, come come il precursore dell’arte fotografica.

L’autore ricorda come: “sul finire del Cinquecento la “realtà” dell’uomo era fatta non tanto di ciò che poteva toccare con i suoi sensi, ma anche di ciò che […] sapeva farne parte”.  Il reale era esperito quale luogo del manifestarsi dell’invisibile, al quale Caravaggio fu sensibile.

La prima parte del volume è dedicata alla ricostruzione dei momenti più rilevanti vissuti dal grande artista. Parla anche del padre, un architetto della Fabbrica del Duomo di Milano, conosciuto come “costruttore di cattedrali” giunto da Caravaggio con la famiglia nella capitale viscontea e che, probabilmente, fu proprio lui a trasferire al figlio l’interesse per la dimensione simbolico-esoterica della propria professione.

Il libro descrive anche gli ultimi drammatici anni della vita dell’artista, delle sue relazioni d’amore con note prostitute romane, dei suoi duelli o agguati nei bassifondi delle città italiane, che lo portarono in carcere e del mistero della sua morte.

Il pittore concluse i suoi giorni su una spiaggia del litorale tosco-laziale a causa, forse, di un’infezione intestinale: “Tuttavia è lecito pensare che, tra le origini della instabile salute del Caravaggio, vi sia anche quell’avvelenamento da piombo conosciuto con il nome […] di Saturnismo” si legge a pagina 101.

“Caravaggio, luci ed ombre. Tra Alchimia e altri misteri”, un volume che è sia saggio che avvincente spy story, ribalta, rivoluziona copernicamente la corrente visione del pittore lombardo e, invece, di rapportarlo con il nostro vivere odierno, lo riproietta, nel milieu del suo “già e non ancora” che si colloca in quel mezzo tra la fine del Rinascimento e l’inizio dell’età Barocca.

In un agile saggio che si legge come un romanzo d’avventure e di spionaggio, Frau inserisce il Merisi tra i bassifondi romani, tra la prostituzione e l’alta nobiltà ed il clero, suoi patroni che lo utilizzano come “agente segreto”, come spia, proprio per questa sua fluidità.

Un Caravaggio profondamente religioso e credente, allevato nell’ombra mistica degli Oratoriani e in quella della Compagnia di Gesù, disinteressato ai procedimenti spirituali dell’alchimia del suo “padrone”, il cardinal Del Monte, ma pronto ad accoglierne i desideri e forse anche i risultati che riversa nella propria tecnica pittorica. E insieme con lui tra zuffe e arresti, in una sua infinita discesa agli inferi in cerca di una redenzione a noi oggi ignota ma sperata, Caravaggio incrocia, senza forse mai incontrarle, figure principiali nella politica e nella vita esoterica dell’Europa del suo tempo, a cominciare da Giordano Bruno sino a John Dee, William Shakespeare e altri che partecipano al “grande gioco” delle nazioni europee, condotto non soltanto con gli eserciti ma anche con gli omicidi e la magia.

Un uomo dannato e perseguitato, non un avventuriero in cerca di una conoscenza superiore e trascendente, ma un assassino fortuito e al tempo stesso un pittore d’infinita religiosità che porta Dio nel popolo di Roma, così come fece prima di lui, Filippo Neri. Male e bene, luce e oscurità, spia contro i sovrani spagnoli, lenone, attaccabrighe con risvolti tragicomici, Caravaggio vive la propria breve vita facendo le prove della sua autodistruzione. Immerso in un mondo dove ancora dominano incontrastate l’arte della magia e dell’alchimia, le sfiora non potendovisi sottrarre e usa il simbolo celandolo in ogni sua opera, tra le carni martoriate e i drappi scarlatti della passione.

Non cercate allora il Caravaggio al quale siete stati abituati, in queste pagine che vi trascinano per le corti d’Europa, sino alla fortezza dell’Ordine di Malta nella quale il mistero si fa e resta ancor oggi più fitto, in una corsa contro il tempo, in attesa di un perdono che giungerà troppo tardi, trasformando di fatto un ancor giovane e molto malato pittore in un mito che perdura ancor oggi dopo alcuni secoli d’oblio.

Dalmazio Frau riporta tesi e ne propone altre, per lo più in direzione ostinatamente contraria, non diversamente da come visse Michelangelo Merisi. 

Questo piccolo saggio va a indagare nel profondo, in una direzione differente da tutti gli altri, i rapporti tra l’arte del Caravaggio e i suoi committenti legati alle scienze occulte del suo tempo, l’ermetismo e, soprattutto, l’alchimia. È un viaggio attraverso la cultura europea dell’epoca, partendo da alcune opere del giovane artista, per far luce nelle profonde ombre della vita e dell’opera del pittore lombardo con raffronti, paragoni e concatenazioni di persone ed eventi del suo tempo, sino al mistero, forse in parte risolto, della sua morte. 


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