Nel mese di gennaio, il debito delle Pubbliche Amministrazioni ammonta a 2.848,7 miliardi, in calo di 14,1 miliardi rispetto a dicembre dello scorso anno.
Il calo è un riflesso delle ridotte disponibilità liquide del Tesoro, che ammontano a 34,2 miliardi (-15,7 mld) e dell'effetto degli scarti, dei premi all'emissione e al rimborso e della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione dei tassi di cambio, che nel complesso hanno portato ad un calo del debito di 1,3 miliardi di euro, in parte compensati dal fabbisogno, che è pari a 2,9 miliardi.
E' quanto si evince dalla pubblicazione statistica di Bankitalia "Finanza pubblica: fabbisogno e debito".
Per quel che riguarda i sottosettori, il debito consolidato delle Amministrazioni Centrali è calato di 13,6 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali si è ridotto di 0,4 miliardi e quello relativo agli Enti di Previdenza è calato di circa 0,1 miliardi. La vita media residua è di 7,9 anni.
La quota di debito pubblico in mano a Bankitalia si attesta al 24,2%, mentre a dicembre (ultimo mese per cui il dato è disponibile), il debito detenuto da non residenti è pari al 27,6%, lo 0,1% in più rispetto a novembre, mentre la quota di debito detenuta dai residenti, innanzitutto famiglie e imprese non finanziarie, è stabile al 13,4%.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24