Caso Inter-Juve, Bastoni ammette: "Contatto accentuato, chiedo scusa". Chivu: "Troppi moralisti, chi è in testa viene odiato"

Il calciatore: "Mi dispiace per l'arbitro La Penna, ma mi dispiace soprattutto per mia moglie e mia figlia, che hanno ricevuto auguri di malattia o minacce di morte".

(Prima Notizia 24)
Martedì 17 Febbraio 2026
Milano - 17 feb 2026 (Prima Notizia 24)

Il calciatore: "Mi dispiace per l'arbitro La Penna, ma mi dispiace soprattutto per mia moglie e mia figlia, che hanno ricevuto auguri di malattia o minacce di morte".

Un’ammissione di colpa inattesa e una difesa a oltranza della propria posizione. L’Inter si presenta alla vigilia del match di Champions League contro il Bodo Glimt con un clima elettrico, figlio dei veleni post-Juventus.

A prendersi la scena sono le parole di Alessandro Bastoni, che ammette l'episodio del rigore contestato, e la replica stizzita di Cristian Chivu contro chi accusa i nerazzurri di favoritismi. 

Il difensore nerazzurro ha scelto di presentarsi ai microfoni per chiudere un caso che lo ha travolto mediaticamente: "Ho voluto essere qui perché si è parlato molto più di quanto immaginassi. Ho sentito un contatto al braccio, che rivedendo ho assolutamente accentuato", ha confessato Bastoni, aggiungendo però di essere profondamente colpito dal clima d’odio: "Mi dispiace per l'arbitro La Penna, ma mi dispiace soprattutto per mia moglie e mia figlia, che hanno ricevuto auguri di malattia o minacce di morte. Sono abituato alla gogna mediatica, ma questo non sta né in cielo né in terra".

Il centrale azzurro ha poi rivendicato la propria onestà intellettuale: "L’essere umano deve avere il diritto di sbagliare ma anche il dovere di riconoscerlo. Non sono compromesso né dal punto di vista mentale né fisico, ho solo tanta voglia di giocare".

Se il giocatore sceglie la via della diplomazia, il tecnico Cristian Chivu usa il fioretto: "Hanno parlato in troppi. Quello che ho visto mi sembra sia la realtà. Non mi interessa ciò che si dice dove c'è un po' di frustrazione che non è in grado di essere gestita", ha dichiarato riferendosi alle polemiche innescate dagli avversari.

L'allenatore ha poi sferrato un attacco ai "moralisti" del calcio: "Le critiche fanno parte del gioco, chi è in testa viene odiato e criticato. È così da cento anni, dai tempi del gol di mano di Maradona. Bisogna smettere di lamentarsi. Anche noi abbiamo subito un torto a Napoli e nessuno di noi ha mai detto niente. Pensiamo a portare avanti quello che di buono abbiamo fatto".


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