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- Venerdì 17 Aprile 2026
Medio Oriente, Trump: "L'Iran accetta di sospendere il suo programma sul nucleare. Nato? E' inutile, stia alla larga da Hormuz"
Crolla il prezzo del petrolio, mentre Netanyahu avverte: "Con Hezbollah non abbiamo finito".
Il presidente Donald Trump ha annunciato in un'intervista a Bloomberg che l'Iran ha accettato di sospendere il proprio programma nucleare a tempo indeterminato e non riceverà alcun fondo congelato dagli Stati Uniti.
L'accordo è quasi completo: "Molti dei punti sono stati definiti. Procederà piuttosto rapidamente", ha dichiarato il tycoon, negando scadenze ventennali: "Niente anni, illimitato".
Secondo Axios, i progressi riguardano un memorandum di tre pagine che prevedrebbe lo sblocco di 20 miliardi di dollari in cambio della rinuncia alle scorte di uranio arricchito. Il prossimo round di trattative è previsto a Islamabad domenica.
Sul fronte logistico, Trump ha scritto su Truth: "L'Iran ha appena annunciato che lo Stretto dell'Iran è pienamente aperto e pronto per il transito completo. Grazie". Ha poi aggiunto: "L'Iran ha accettato di non chiudere mai più lo Stretto di Hormuz. Non verrà più utilizzato come arma contro il mondo", precisando che dovrà essere senza pedaggi.
Tuttavia, ha chiarito che "il blocco navale rimarrà pienamente in vigore ed efficace esclusivamente nei confronti dell'Iran, finché la nostra transazione con l'Iran non sarà completata al 100%". Trump ha ribadito che "gli Stati Uniti riceveranno tutto il materiale nucleare" e che "non avverrà alcuno scambio di denaro, in nessuna forma o modalità".
Durissimo l'attacco alla Nato, definita una "tigre di carta": "Ho detto loro di starne fuori, a meno che non vogliano semplicemente riempire le loro navi di petrolio. Sono stati inutili nel momento del bisogno".
La riapertura di Hormuz ha fatto crollare il petrolio WTI del 10% sotto gli 89,8 dollari. Il ministro iraniano Araghchi ha confermato il libero passaggio commerciale coordinato con l'organizzazione dei Porti, mentre Kpler riporta che tre petroliere iraniane con 5 milioni di barili hanno già attraversato lo stretto.
Eppure, il vice ministro Saeed Khatibzadeh ha gelato le attese: "Non stiamo accettando alcun cessate il fuoco temporaneo", puntando a una chiusura totale "dal Libano al Mar Rosso".
Le Guardie Rivoluzionarie hanno rincarato la dose: "Siamo con il dito sul grilletto durante questo silenzio sul campo di battaglia". Dall'interno del Paese, Mohammad Reza Rezaei Kouchi riferisce di circa 50 aerei danneggiati dai raid (10 distrutti), ma assicura che i voli potrebbero riprendere poiché "non ci sono gravi problemi infrastrutturali".
In Libano, la tregua di dieci giorni è scattata alle 23:00 ora italiana dopo il vertice tra Marco Rubio e le delegazioni. Benyamin Netanyahu ha accolto la richiesta di Trump: "Abbiamo concordato un cessate il fuoco temporaneo, ma lo dico onestamente: non abbiamo ancora finito, lo smantellamento di Hezbollah non avverrà dall'oggi al domani". Mentre il ministro Katz ha chiarito che l'Idf "continuerà a mantenere" le posizioni conquistate, gli sfollati hanno iniziato a tornare verso Sidone.
Tuttavia, Hezbollah ha preso atto dell'annuncio senza confermare il rispetto della tregua e, proprio all'entrata in vigore della tregua, si sono verificati violenti scontri a fuoco e "intensi spari" nei sobborghi meridionali di Beirut, colpiti duramente dai raid dal 2 marzo.
Martedì il premier libanese Nawaf Salam sarà in Lussemburgo per discutere il disarmo di Hezbollah con i ministri UE.
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