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- Venerdì 17 Aprile 2026
Ghiacciai in rapido arretramento, studio internazionale fotografa il 2025: persi 408 miliardi di tonnellate di massa
Rapporto WGMS e Università di Pisa: la perdita globale è quattro volte superiore rispetto agli anni '70. In Italia bilanci negativi per tutti i ghiacciai monitorati.
Nel 2025 i ghiacciai del pianeta hanno continuato a perdere massa a un ritmo estremamente elevato, come confermato dal nuovo studio coordinato dal World Glacier Monitoring Service (Wgms), con il contributo del professor Carlo Baroni dell’Università di Pisa.
Secondo i dati pubblicati su Climate Chronicles di Nature Reviews Earth & Environment e nel Rapporto sullo Stato del Clima in Europa 2025, nell’anno idrologico 2025 i ghiacciai globali — escluse le calotte di Groenlandia e Antartide — hanno registrato una perdita netta di 408 gigatonnellate (con un margine di incertezza di 132 giga-tonnellate). Questo fenomeno equivale a un innalzamento del livello del mare di 1,1 millimetri (margine di 0,4 mm).
Il dato certifica un'accelerazione drammatica: la perdita è passata dalle 100 gigatonnellate annue del periodo 1976–1995 alle 230 del ventennio 1996–2015, fino alla media di 390 gigatonnellate dell'ultimo decennio (2016–2025), un valore quasi quattro volte superiore a quello degli anni Settanta.
Complessivamente, dal 1975, sono andate perdute circa 9.583 gigatonnellate di massa, contribuendo a un innalzamento del livello del mare di 26,4 millimetri.
Per visualizzare l'entità del disastro, Michael Zemp, direttore del WGMS, ha utilizzato un'immagine efficace: “Per dare un’idea del processo in atto, la perdita annuale di massa dei ghiacciai nel 2025 avrebbe potuto riempire cinque piscine olimpioniche ogni secondo per l’intero anno”.
In Italia la situazione appare altrettanto critica lungo tutto l'arco alpino. Il professor Carlo Baroni ha spiegato che “nell’anno idrologico 2025 tutti i ghiacciai italiani monitorati hanno registrato bilanci di massa negativi, a conferma di una tendenza ormai consolidata e preoccupante per il futuro delle nostre risorse idriche”.
Tutti i 16 ghiacciai osservati, incluso il glacionevato del Calderone sul Gran Sasso, hanno evidenziato perdite, con una mediana di -1038 mm di equivalente in acqua. Le punte massime di criticità sono state toccate sulla Vedretta Pendente, sul Ghiacciaio di Malavalle e sul Careser.
Mentre le precipitazioni nevose invernali hanno mitigato parzialmente i danni nel settore piemontese-valdostano (come sul Ghiacciaio del Ciardoney), la Lombardia e il Triveneto hanno sofferto accumuli molto limitati.
A pesare in modo determinante sono però le perdite estive, che continuano a guidare i bilanci negativi rendendo urgente un monitoraggio costante.
I dati completi relativi ai ghiacciai italiani sono in fase di pubblicazione nel volume 49 (2026) della rivista Geografia Fisica e Dinamica Quaternaria.
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