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  • Lunedì 20 Aprile 2026

Carburanti a doppia velocità: il Codacons denuncia prezzi gonfiati mentre l'UE vigila su Hormuz

Gasolio e benzina non seguono il crollo del greggio: risparmi minimi al distributore. Bruxelles teme per le scorte di cherosene e prepara un piano d'emergenza per i voli.

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Il Codacons ha sollevato una dura critica contro l'attuale gestione dei prezzi dei carburanti in Italia, evidenziando come i ribassi alla pompa siano del tutto insufficienti rispetto al crollo delle quotazioni internazionali del greggio.

Basandosi sui dati del Mimit, l'associazione denuncia un'asimmetria ingiustificabile: “In 11 giorni il prezzo del gasolio è sceso solo del 3,7%, petrolio -14%”.

Attualmente, il prezzo medio del diesel si attesta a 2,103 euro al litro, mentre la benzina registra un calo ancora più marginale del -1,9%, scendendo a 1,758 euro al litro. Per gli automobilisti, questo si traduce in un risparmio irrisorio: appena 4 euro per un pieno di gasolio e soli 1,7 euro per la benzina.

L'analisi mette a confronto questi dati con il valore del barile, scivolato dai 110 dollari del 7 aprile ai 95 dollari attuali, segnando un calo del -13,6% che non è stato minimamente trasferito ai consumatori. Secondo l'associazione, questo conferma il fenomeno della “doppia velocità dei prezzi”, con listini che scendono con estrema lentezza ma risalgono immediatamente non appena il petrolio rincara.

Si tratta di un “fenomeno che costa milioni di euro al giorno agli automobilisti” e che aggrava i costi di trasporto per l'intera filiera produttiva nazionale.

Parallelamente, la situazione geopolitica legata alla chiusura dello Stretto di Hormuz sta mettendo sotto pressione l'Unione Europea, preoccupata per la tenuta dei mercati energetici.

Nonostante molti scali siano già in stato di allerta e le compagnie aeree inizino a prevedere tagli alle rotte per la scarsità di cherosene, la Commissione Europea ha cercato di rassicurare il settore: “Al momento non vi sono carenze” di carburante, ha dichiarato la portavoce Anna-Kaisa Itkonen, pur ammettendo che l'approvvigionamento per i velivoli resta un punto critico.

Poiché “le nostre raffinerie coprono circa il 70% del consumo dell’Ue, e il resto dipende ovviamente dalle importazioni”, Bruxelles ha confermato che, se il blocco di Hormuz dovesse persistere, verranno avviate “possibili azioni coordinate per quanto riguarda i carburanti aerei” per garantire la continuità dei trasporti.

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