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  • Lunedì 20 Aprile 2026

Crisi Hormuz, Teheran avverte: “Sicurezza non è gratuita”. Crolla il gradimento di Trump negli Usa, scattato il sequestro della nave Touska

Mentre il cessate il fuoco resta fragilissimo, il Centcom pubblica il video dell’abbordaggio nel Golfo di Oman. Confindustria lancia l’allarme: shock energetico da 21 miliardi per l’Italia.

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Nonostante il cessate il fuoco in vigore, la tensione nello Stretto di Hormuz ha raggiunto livelli critici. Il primo vicepresidente iraniano, Mohammad Reza Aref, ha chiarito che il Paese non intende garantire la sicurezza marittima a fronte delle sanzioni sulle proprie esportazioni petrolifere: “La sicurezza dello Stretto di Hormuz non è gratuita. Non si possono limitare le esportazioni di petrolio iraniano e al contempo pretendere la sicurezza gratuita per gli altri”. Aref ha aggiunto su X che le pressioni occidentali avranno ripercussioni globali sui mercati dell'energia.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito che “la guerra non è nell’interesse di nessuno” e che occorre ricorrere a “ogni via razionale e diplomatica per ridurre le tensioni”, pur mantenendo vigilanza e diffidenza verso il nemico. 

Sul fronte dei negoziati, il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha smentito categoricamente che si sia discusso del trasferimento di uranio arricchito agli USA: “Così come il nostro suolo è sacro e importante per noi, anche l’uranio arricchito è importante per noi”.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha diffuso il video del sequestro della nave mercantile Touska, battente bandiera iraniana, avvenuto ieri nel Golfo di Oman. I Marines si sono calati dagli elicotteri partiti dalla USS Tripoli dopo che il cacciatorpediniere USS Spruance aveva messo fuori uso i motori della nave, rea di aver ignorato sei ore di avvertimenti.

Teheran ha definito l'operazione un “atto di pirateria” e ha promesso una risposta immediata, dichiarando che le proprie forze hanno già attaccato navi militari americane con droni in segno di ritorsione.

Negli Stati Uniti, un sondaggio Nbc News rivela che il gradimento di Donald Trump è crollato al minimo storico del 37% a causa della gestione del conflitto. Il 67% degli americani disapprova la guerra, con una punta del 74% tra i giovani sotto i 30 anni.

A livello globale, la Cina ha espresso forte preoccupazione per il sequestro della nave, definendo Hormuz una via navigabile internazionale fondamentale. Il portavoce Guo Jiakun ha auspicato che le parti “rispettino l’accordo di cessate il fuoco ed evitino di inasprire le tensioni”. 

Dal Cremlino, Dmitry Peskov ha descritto la situazione come “molto fragile e imprevedibile”, precisando che Mosca non è mediatrice ma è “certamente pronta a fornire qualsiasi assistenza richiesta per raggiungere una soluzione pacifica”.

In Italia, Confindustria stima che se il conflitto dovesse protrarsi per tutto il 2026 con il petrolio a 140 dollari, le imprese manifatturiere affronterebbero un aggravio di costi energetici pari a 21 miliardi di euro. Lo shock sta già frenando i consumi e innalzando i tassi sovrani (BTP al 4,02%).

Anche il turismo soffre: Lorenzo Fagnoni (Property Managers Italia) segnala un crollo fino all'80% degli affitti turistici di lusso a Firenze, parlando di una “doccia gelata” per il settore.

In Germania, la Bdi ha azzerato le previsioni di crescita, temendo una stagnazione causata dai costi energetici e dai blocchi ad Hormuz. Al contrario, il governo dei Paesi Bassi ha varato un piano da 1 miliardo di euro per sostenere famiglie e imprese, finanziato tramite l'aumento delle accise sugli alcolici e l'abolizione di alcuni crediti d'imposta.

Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha dichiarato di aver preallertato due navi cacciamine per una futura missione internazionale: “Mi auguro che ci sia l’egida dell’Onu, ma non mi formalizzerò se invece ci saranno 42 nazioni con un mandato e una forza multilaterale di pace”.

In Libano, Hezbollah ha rivendicato la distruzione di 4 tank israeliani tramite imboscata, segnando la prima violazione della tregua di 10 giorni.

In Israele, il ministro Gideon Saar ha chiesto scusa ai cristiani per un video in cui un soldato dell'Idf distrugge una statua di Gesù: “Questo gesto vergognoso è in totale contrasto con i nostri valori”. Infine, l'Iran ha eseguito la condanna a morte tramite impiccagione di Mohammad Masoum Shahi e Hamed Validi, accusati di spionaggio per il Mossad.

Il bilancio ufficiale delle vittime iraniane dall'inizio del conflitto è di 3.375 morti, tra cui 383 bambini. Tra i feriti eccellenti figurerebbe anche la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, lievemente colpito dall'onda d'urto di un missile durante un raid su Teheran.

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