Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Martedì 21 Aprile 2026

Iran: Vance a Islamabad per i negoziati. Trump: "Teheran ha violato il cessate il fuoco molte volte"

Il vicepresidente USA in Pakistan per evitare la ripresa delle ostilità. Teheran denuncia il sequestro di una nave mercantile e chiede il rilascio immediato dell'equipaggio.

Condividi questo articolo

Il panorama diplomatico e bellico relativo al conflitto in Iran vive ore di estrema fibrillazione in questo 21 aprile 2026.

Nonostante il cessate il fuoco provvisorio sembri ancora reggere, Axios riferisce che il vicepresidente statunitense JD Vance è in partenza per il Pakistan.

A Islamabad dovrebbe tenersi un nuovo round di colloqui tra Washington e Teheran proprio a ridosso della scadenza della tregua. Vance sarà accompagnato da Jared Kushner e Steve Witkoff, inviati del presidente Donald Trump.

Quest'ultimo, intervenendo su Truth, ha manifestato forte scetticismo affermando che “l’Iran ha violato il cessate il fuoco numerose volte”, aggiungendo poi al programma radiofonico "The John Fredericks Show" che Teheran dovrà negoziare o affrontare “problemi mai visti prima”, ribadendo che “non avranno accesso a un’arma nucleare, né alcuna possibilità di averla”.

Trump ha inoltre rivendicato il successo dell'operazione Midnight Hammer, sostenendo che abbia portato alla “completa e totale distruzione dei siti contaminati da polveri nucleari in Iran”.

Sul fronte militare, le ultime ore sono state segnate da pesanti attacchi dell'Idf. Nella Striscia di Gaza, le autorità ospedaliere hanno riferito di almeno cinque vittime nelle prime ore di martedì: quattro persone sono rimaste uccise in un attacco di droni a Khan Younis, mentre a Beit Lahiya una donna ha perso la vita sotto il fuoco della marina israeliana che ha colpito le tende degli sfollati.

Contemporaneamente, nel sud del Libano, i bombardamenti israeliani hanno preso di mira i distretti di Marjayoun, Bint Jbeil e Tiro, distruggendo edifici nei villaggi di Rab Thalathine e Qantara.

Secondo fonti libanesi, l'Idf avrebbe anche fatto saltare in aria una scuola professionale nel distretto di Marjayoun.

Il bilancio delle infrastrutture colpite in Libano dall'inizio della ripresa delle ostilità è gravissimo, con 15 ponti danneggiati o distrutti e perdite stimate tra i 7 e gli 8 miliardi di dollari.

Sul fronte iraniano, sebbene Axios riporti il via libera della Guida Suprema Mojtaba Khamenei ai negoziati, i media ufficiali di Teheran frenano sostenendo che “finora nessuna delegazione iraniana ha visitato Islamabad”.

Al contempo, la tensione resta altissima per il sequestro della nave Touska da parte degli Stati Uniti. Il Ministero degli Esteri iraniano ha presentato una protesta formale all'ONU contro quello che definisce un “atto illegale e barbaro”, chiedendo “l’immediato rilascio della nave iraniana, dei suoi marinai, dell’equipaggio e delle loro famiglie”.

Gholamhossein Mohseni Ejei, capo della magistratura di Teheran, ha avvertito che l'Iran risponderà al blocco navale e deve “mantenere una prontezza operativa al 100%” contro potenziali nuovi attacchi americani.

Teheran ha anche confermato l'esecuzione di Amir Ali Mir Jafari, l'uomo condannato per aver presumibilmente incendiato una moschea nel nord di Teheran durante le proteste nazionali di gennaio. L'agenzia di stampa Mizan, legata al potere giudiziario, lo ha accusato inoltre di essere a capo di una rete legata al Mossad. L'esecuzione avviene nonostante Donald Trump avesse definito l'uso della pena di morte contro i manifestanti una “linea rossa” prima dello scoppio della guerra.

In Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal Salone del Mobile di Milano, ha aperto alla possibilità di una missione internazionale nello Stretto di Hormuz: “Noi siamo stati tra i primi a proporre che ci fosse una copertura Onu su un’eventuale missione. Voi sapete anche che questo non è stato possibile per un veto che c’è nel Consiglio di Sicurezza attualmente da parte di Russia e Cina. Vedremo nelle prossime settimane se quel veto può essere superato. In ogni caso penso che se non dovesse essere superato, a condizioni date che abbiamo già chiarito – ci deve essere una cessazione delle ostilità, ci deve essere un’ampissima adesione internazionale e la postura della missione deve essere esclusivamente difensiva – io penso che l’Italia dovrebbe esserci, ma deve essere il Parlamento su questo a esprimersi”.

Anche il ministro Antonio Tajani ha confermato la disponibilità dell'Italia come “portatrice di pace”, auspicando che “si possano trasformare i cessate il fuoco in una fine delle guerre”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti