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  • Venerdì 17 Aprile 2026

Caccia: L'Altritalia si appella alle forze politiche

E' ripresa la discussione del d.d.l. 1552 che andrebbe a stravolgere l’attuale legge che disciplina l’attività venatoria in Italia

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In un periodo in cui l'ecosistema è fortemente compromesso dalle attività umane pensare di modificare la normativa sulla caccia, rendendola più permissiva e meno soggetta a vincoli, appare semplicemente folle.

In questo contesto, L'Altritalia Ambiente si unisce alle numerosissime associazioni ambientaliste e animaliste che avversano da tempo questa inaccettabile linea di condotta in contrasto con la normativa comunitaria (sono già aperte diverse procedura d'infrazione) e con il semplice buon senso.

In Commissione Agricoltura del Senato è infatti ripresa la discussione del d.d.l. 1552, che andrebbe a stravolgere l’attuale legge che disciplina l’attività venatoria in Italia, la n. 157 del 1992.

In tal modo si accentuerebbe la pressione venatoria su numerose specie, comprese parecchie in palese sofferenza, se non proprio a rischio di estinzione, come tordi, merli, allodole e altri piccoli uccelli, anatre di numerose specie, beccacce e così via per un elenco che potrebbe essere molto lungo.

Lo stesso elenco di specie cacciabili potrebbe essere ampliato, includendo ad esempio lo stambecco e le oche selvatiche.

Anche i periodi in cui praticare la caccia potrebbero essere estesi in modo considerevole, sia ncon riferimento alle giornate, cancellate quelle di silenzio venatorio e prorogata la possibilità di cacciare fin oltre il tramonto, che alla stagione, prolungata fin nei mesi primaverili, andando così a interferire pesantemente con i processi riproduttivi di molte specie.

Verrebbe poi rafforzata la barbara pratica dell’uso di richiami vivi: animali, soprattutto uccelli, catturati e costretti a passare in anguste gabbie il resto della loro vita, allo scopo di attirare a portata di tiro del cacciatore ignari conspecifici che vivono in libertà.

L'Altritalia Ambiente invita pertanto le forze politiche a intraprendere una seria riflessione sulle azioni intraprese in tal senso e, a non anteporre interessi elettoralistici alla difesa e alla salvaguardia della fauna e della flora del Belpaese.

Molte specie, contribuiscono infatti a dare un'impronta identitaria all'Italia e al suo territorio.

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