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  • Venerdì 17 Aprile 2026

Giallo di Pietracatella, l'inchiesta si allarga: interrogata ancora la cugina di Gianni Di Vita

Quattro ore di deposizione in Questura a Campobasso per l'insegnante che ospita i superstiti. Mentre si attendono i dati ufficiali sulla ricina da Pavia, la difesa nomina un tossicologo forense.

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Prosegue senza sosta l'attività investigativa sul duplice omicidio di Sara e Antonella, morte per avvelenamento da ricina dopo un'iniziale ipotesi di intossicazione alimentare durante le festività natalizie.

Per la seconda volta in meno di dieci giorni, la cugina di Gianni Di Vita — l'ex sindaco di Pietracatella, unico superstite insieme alla figlia Alice — è stata ascoltata dagli inquirenti presso la Questura di Campobasso.

L'interrogatorio è durato oltre quattro ore, protraendosi fino alle otto di sera, nel tentativo di ricostruire con precisione chirurgica i giorni della tragedia.

La donna, un'insegnante che risiede a pochi metri dalla casa posta sotto sequestro e che attualmente ospita il cugino e la nipote, era già stata sentita la scorsa settimana per tre ore, ma la nuova convocazione suggerisce la necessità di approfondire ulteriori dettagli emersi nel frattempo.

Il lavoro della Squadra Mobile, sotto la direzione di Marco Graziano, ha portato finora oltre 40 persone a sfilare davanti agli investigatori. Il raggio delle indagini si è notevolmente ampliato: oltre alla cerchia ristretta di parenti e conoscenti, le autorità stanno analizzando i contatti legati al mondo lavorativo e scolastico delle vittime e dei loro familiari.

Gli inquirenti non escludono alcuna pista, muovendosi tra l'ambito strettamente familiare e le frequentazioni esterne per far luce su un reato ora rubricato come duplice omicidio premeditato.

È attesa a breve la convocazione dello stesso Gianni Di Vita, che tornerà negli uffici della Mobile come persona informata dei fatti.

Sul fronte tecnico, l'attenzione è tutta rivolta al Centro Antiveleni di Pavia, da cui si attende la relazione ufficiale che confermi i livelli di ricina rinvenuti nei corpi delle due donne.

Parallelamente, la difesa di Gianni Di Vita ha deciso di rafforzare la propria squadra di esperti: l’avvocato Vittorino Facciolla ha formalizzato l’incarico al consulente di tossicologia forense Mauro Iacoppini. L'esperto romano affiancherà il medico legale dell'Università di Pisa, Marco Di Paolo, per monitorare gli aspetti scientifici di un caso che continua a scuotere l'opinione pubblica per la sua complessità e per l'inusuale sostanza tossica utilizzata.

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