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Nonostante la sospensione di tutti i tornei sportivi decisa da Doha per l'escalation militare, la federazione europea non valuta ancora sedi alternative e rimanda ogni decisione ufficiale alla prossima settimana.
Nonostante la sospensione di tutti i tornei sportivi decisa da Doha per l'escalation militare, la federazione europea non valuta ancora sedi alternative e rimanda ogni decisione ufficiale alla prossima settimana.
Il destino della Finalissima 2026 resta appeso a un filo sottilissimo, stretto tra le esigenze del calendario internazionale e il precipitare della situazione geopolitica nel Golfo. Con una nota ufficiale rilasciata a Sky, l'organismo di governo del calcio europeo ha cercato di gettare acqua sul fuoco delle polemiche, pur ammettendo implicitamente la criticità del momento. “Siamo a conoscenza delle speculazioni che circondano la Finalissima, data la situazione nella regione”, ha dichiarato la UEFA riferendosi alla sfida tra Argentina e Spagna prevista per il 27 marzo. Nonostante le indiscrezioni che vorrebbero stadi come l'Olimpico di Roma o il Bernabéu di Madrid pronti a subentrare, la posizione formale di Nyon resta rigida: “Al momento, non sono state prese in considerazione sedi alternative rispetto a Doha. Non commenteremo ulteriormente finché non verrà presa una decisione”.
La prudenza della UEFA si scontra però con la realtà dei fatti sul campo: la Federazione calcistica del Qatar (QFA) ha già disposto il blocco totale di ogni manifestazione sportiva nel Paese a seguito dell'inasprimento del conflitto nell'area. Una paralisi che mette seriamente in dubbio la possibilità di ospitare un evento di tale portata allo stadio Lusail. La federazione europea ha tuttavia sottolineato che “sono in corso trattative con gli organizzatori locali, che hanno compiuto enormi sforzi per garantire lo svolgimento regolare della partita”, fissando un ultimatum temporale molto stretto: “Una decisione definitiva è prevista verso la fine della prossima settimana”.
Sul rettangolo di gioco, la sfida promette di essere leggendaria, mettendo a confronto l’Argentina di Lionel Messi — campione del mondo in carica e detentrice della Finalissima vinta nel 2022 a Wembley contro l'Italia — e la Spagna di Lamine Yamal, fresca vincitrice di UEFA EURO 2024. Il prestigio del trofeo, nato dalla collaborazione tra UEFA e CONMEBOL, impone una risoluzione rapida per consentire la complessa macchina logistica delle due nazionali. In assenza di un passo indietro ufficiale del Qatar o di un piano B immediato della UEFA, il mondo del calcio attende i prossimi sette giorni per capire se la "partita dei campioni" potrà davvero illuminare il cielo di Doha o se dovrà trovare rifugio in Europa.
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