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La top model commuove l'Ariston: “Dopo la chemio il lutto della spensieratezza, porto sul palco la mia nuova forza”.
La top model commuove l'Ariston: “Dopo la chemio il lutto della spensieratezza, porto sul palco la mia nuova forza”.
La terza serata del Festival di Sanremo totalizza 9 milioni 543 mila spettatori con uno share medio del 60,6%. Dati che Carlo Conti ha commentato stamane evidenziando il legame profondo con la tradizione baudiana: “Il Festival di Sanremo è sempre, in qualche modo, lo stesso pensato e organizzato da Pippo Baudo. Tutti noi, ciascuno a suo modo, fa il Festival come lo ha impostato Pippo Baudo: le cinque serate, gli ospiti, anche le polemiche. Poi ognuno ci mette del proprio, negli ultimi dodici anni ma anche prima nei Festival di Bonolis o della Clerici, c’è sempre l’elemento di gara e intorno lo show con comici e ospiti. Lo schema è lo stesso e gli italiani mostrano di gradirlo molto”.
Il conduttore ha poi rivolto un pensiero al pubblico per la fiducia accordata: “Grazie per il bellissimo risultato di ieri sera. Sapete che non faccio proclami ma il record nella terza serata non è scontato, di solito si scende e invece qui si sale”. Sulla quarta serata, Conti ha aggiunto: “Sarà una grande festa e ci saranno anche diverse sorprese che non mi aspettavo e che devo andare a organizzare”.
A dare la misura storica del successo è stato Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento Prime Time della Rai: “Stiamo parlando del miglior risultato di share dal 1990 a oggi per le terze serate. Lo share ha un andamento in controtendenza rispetto al passato, stiamo crescendo nelle puntate. Ed è un festival giovane, più dell’80% di share è nelle donne tra i 15 e i 34 anni. Possiamo dire che il festival è sano e tutto questo è colpa del direttore artistico”.
Riflettori accesi stasera su Bianca Balti, che torna nella città dei fiori con una consapevolezza nuova e un messaggio di speranza per chi lotta contro il cancro. “È un’emozione grandissima. Quella che stasera vedremo al festival è una Bianca molto simile a quella dell’anno scorso. Entusiasta del regalo che mi è stato fatto, facendomi tornare per la seconda volta”, ha spiegato la modella, senza nascondere le ombre dell'ultimo periodo: “L’ultimo anno è stato il più duro perché, dopo la fine della chemioterapia ho dovuto elaborare il lutto per quella donna spensierata che non ci sarà più, quella donna che non aveva una cicatrice che le spezzava il corpo in due, che non doveva preoccuparsi di una recidiva. È importante parlare di questa cosa perché le persone quando vedono che ti ricrescono i capelli pensano 'stai bene' e, invece, comincia il periodo più difficile. Ne sto uscendo ma ci ho messo quasi un anno. Lo sto superando grazie alla comunità grandissima di donne che ho accanto a me. Le parole d’ordine sono: comunità e sorellanza. Ho avuto la fortuna di creare un gruppo di donne con cui ci incontriamo settimanalmente su zoom e ci supportiamo a vicenda.
La malattia che ho vissuto mi ha fatto comprendere l’importanza del dono di avere visibilità perché quando sei in quella situazione vedere che non sei unica ha un potere mentale grandissimo e davvero la mente aiuta a curare. Perciò devo tutto alle amiche, alle donne del gruppo e ovviamente alle mie figlie anche se sono in età terribile. La piccola ha 10 anni e già mi odia, mi guarda e si vede che non mi sopporta. La grande ha 18 anni e ha iniziato a fare le sfilate. Io ho una mutazione genetica e anche loro tra qualche anno dovranno testarsi ma per ora con lei più che parlare di malattia le do delle dritte sul mestiere di modella”.
Sull'esordio della figlia nel fashion system, la Balti ha ricordato di averle “impedito di fare la modella fino a 18 anni anche perché non aveva bisogno di lavorare. Il 5 giugno, però, ha compiuto 18 anni, il 10 ha finito il liceo e il mese dopo era già a New York per lavorare. Il mondo della moda è bellissimo ma bisogna avere un po’ di direzione”.
Il monito materno è stato chiaro: “Non far dipendere il suo valore dal giudizio altrui. Il suo lavoro è essere giudicata per il suo aspetto fisico, sono più i rifiuti dei lavori in cui vieni presa, lo dico anche a me stessa tutte le ottime, è la parte psicologica più difficile del lavoro”.
Riguardo la sua missione all'Ariston, ha concluso: “Cercherò di portare la mia voglia di vivere. L’anno scorso non volevo parlare della malattia perché volevo tornare alla normalità a tutti i costi. Avevo appena finito la chemio, mi chiedevo cosa sarà dopo. Sono tante le paure soprattutto per me che ho un lavoro legato alla mia immagine. Farmi partecipare è stato un regalo, ha creato un impatto. Quest’anno sono ancora più felice e sento anche quasi una responsabilità, la stessa che ho sentito durante quest’anno per le persone che sono venute a dirmi cosa significava per loro la mia partecipazione l’anno scorso. Io rappresento tutte le persone che hanno avuto o stanno avendo una malattia”.
Un commento finale è andato a Irina Shayk: “La conosco e mi è stata molto vicina durante la malattia. Forse non traspare per la sua immagine sexy ma è simpaticissima. Se ieri sera ha fatto sognare noi donne, figuriamoci gli uomini”.
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