Quattro anni fa l'invasione dell'Ucraina, Zelensky: "Putin ha fallito, abbiamo difeso la nostra indipendenza"

Tra le macerie di Rizdvjanka e la pioggia di droni su Kiev, i leader mondiali si scontrano sul futuro del conflitto nel quarto anniversario dell'attacco russo.

(Prima Notizia 24)
Martedì 24 Febbraio 2026
Roma - 24 feb 2026 (Prima Notizia 24)

Tra le macerie di Rizdvjanka e la pioggia di droni su Kiev, i leader mondiali si scontrano sul futuro del conflitto nel quarto anniversario dell'attacco russo.

Il quarto anniversario dell’invasione russa si apre con drammatici aggiornamenti dal fronte: il ministero della Difesa di Mosca ha annunciato che le forze armate hanno preso il controllo dell'insediamento di Rizdvjanka, nella regione di Zaporizhzhia, grazie all'azione delle unità del raggruppamento Vostok, mentre nei cieli si è consumata una battaglia totale con le difese aeree ucraine che hanno distrutto 111 droni lanciati dalla Russia, pur registrando danni materiali per la caduta di detriti, e i sistemi russi che hanno abbattuto 79 droni ucraini intercettati tra Belgorod, Krasnodar, Mar Nero, Crimea, mare di Azov, Saratov, Adygea, Kursk e Rostov.

In questo scenario di guerra aperta, il presidente Volodymyr Zelensky ha diffuso un videomessaggio risoluto: “Putin ha fallito, non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini. Non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto il possibile per raggiungere la pace e garantire che ci sia giustizia. Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin ha iniziato la sua avanzata di tre giorni per conquistare Kiev. E questo la dice lunga sulla nostra resistenza, su come l’Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni di persone, un immenso coraggio, un duro lavoro, la perseveranza e il lungo cammino che l’Ucraina sta percorrendo dal 24 febbraio del 2022. Ripensando all’inizio dell’invasione e riflettendo sul presente, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso la nostra indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità”.

Intervenendo al Parlamento europeo, Zelensky ha poi rincarato: “Noi non abbiamo mai scelto questa guerra, non l’abbiamo iniziata e non l’abbiamo provocata. Facciamo di tutto per fermarla. Non è la prima volta che Mosca si riversa in Europa per far crollate il progetto europeo. Ci sono molte dittature, alcune non rispettano le frontiere e cercano di distruggere la libertà dei loro vicini.

Quando parliamo della Russia è una questione di mentalità e di dittatura continuativa, non capisce che in Europa la vita conta, che ci sono i diritti umani, che le nazioni vanno tutelate. Putin non accetta che in altri posti del mondo la gente vive in mondo diverso, ecco perché lui ha cercato durante tutto il suo mandato di fare l’esatto contrario.

Putin è l’impersonificazione della guerra e chi lo sostiene con capisce che in questo modo sostiene la guerra. Lui calpesta l’indipendenza di tutti i suoi vicini, tranne Cina e Corea del Nord. Non possiamo chiudere gli occhi di fronte a tutto questo. Il Parlamento europeo non mai ha calpestato i principi europei per ottenere qualcosa dalla Russia, molti politici e cittadini europei seguono gli stessi principi e di questo vi ringrazio.

Oggi dobbiamo essere determinati e forti tanto quanto il giorno in cui è iniziata l’invasione, perché la minaccia non è diminuita, stiamo tenendo testa alla Russia, la stiamo respingendo, ma ancora siamo lontani da una situazione di sicurezza. Insieme possiamo farcela se saremo uniti. Insieme possiamo farcela, europei e americani.

Non è facile conservare l’unità e una cooperazione transatlantica in queste condizioni, ma ringrazio tutti quelli che, nonostante le difficoltà, cercano di preservare questo legame storico con l’Europa e l’America. È molto importante per noi poter avere una prospettiva temporale chiara di adesione all’Unione europea nell’ambito di un processo diplomatico. Questo non è solo un nostro auspicio, ma Putin senza una data chiara cercherà di bloccare l’Ucraina per decenni dividendo l’Ue.

Invece dobbiamo difenderci e tutelarci da questo. Vediamo che la Russia disprezza l’Europa, ma dovrebbe capire che l’Ue non è solo un continente di villeggiatura per i suoi oligarchi, non è neanche un museo di belle arti, neppure un luogo dove i criminali russi possono farla franca.

L’Europa è un continente di milioni di cittadini che non tollerano una umiliazione e soprattutto non accettano la violenza. Continuate a difendere i valori europei, continuate a sostenere l’Ucraina, ad appoggiare la diplomazia per la pace, ogni risultato sarà una linea invalicabile per Putin.

Grazie per il sostegno dato in questi anni. Non è la prima volta che l’Ucraina deve difendersi da un’invasione russa, ma è la prima volta che al suo fianco ha un’ampia coalizione che la sostiene. Bisogna continuare questa autoprotezione nei confronti della Russia, sia sul piano militare che nelle sanzioni.

Ora sul tavolo ci sono 90 miliardi di sostegni per l’Ucraina in due anni, si tratta di una garanzia forte per la nostra sicurezza e resilienza e dovrà essere attuata. È giunto il momento di eliminare da tutta l’Europa gli attori complici di questa aggressione.

Servono, inoltre, una serie di garanzie per l’Ucraina in modo da impedire alla Russia di far proliferare questa aggressione in Europa e per garantire anche sostegno a qualunque azione che diventi bersaglio bellico da parte della Russia”.

Ursula von der Leyen, giunta a Kiev insieme ad Antonio Costa, ha postato su X: “A Kiev per la decima volta dall’inizio della guerra. Per ribadire che l’Europa è fermamente al fianco dell’Ucraina, finanziariamente, militarmente e in questo rigido inverno. Per sottolineare il nostro costante impegno nella giusta lotta dell’Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all’aggressore: non ci arrenderemo finché la pace non sarà ristabilita. La pace alle condizioni dell’Ucraina”.

Costa ha aggiunto: “Quattro anni di una guerra di aggressione ingiusta. Quattro anni di incrollabile coraggio ucraino. Quattro anni di incrollabile sostegno europeo. Un obiettivo comune: garantire una pace giusta e duratura in Ucraina. Ecco perché oggi siamo qui a Kiev”. 

Keir Starmer, aprendo la Coalizione dei Volenterosi, ha reso omaggio al popolo ucraino: “Vogliamo rendere omaggio alla leadership e alla resilienza degli ucraini; sia coloro che sono in prima linea, sia i civili e tutti coloro che fanno tutto il possibile per sostenere i valori di democrazia e libertà che sono così importanti per tutti noi”, annunciando sanzioni contro PJSC Transneft e la rete “2Rivers”.

Di tutt’altro avviso Viktor Orban, che su X ha tuonato: “La richiesta dell'Ucraina è che l'Europa finanzi un esercito di 800mila soldati sotto il comando ucraino. Questo è pericoloso. L'Europa non deve finanziare un massiccio potenziamento militare ai suoi confini. Questa strada porta a una corsa agli armamenti, a costi più elevati per le famiglie e a una crescente insicurezza. La priorità dell'Ungheria è la moderazione, la stabilità e la pace. La guerra deve finire adesso”.

Mosca ha risposto con Maria Zakharova, affermando che “il mancato rispetto da parte dell'Ucraina del Trattato di amicizia, cooperazione e partenariato, firmato nel 1997, ha portato alla decisione di dare inizio a un'operazione militare speciale in Ucraina” e che “l'espansione incontrollata dello spazio geopolitico dell'Alleanza fino ai nostri confini, inclusa l'Ucraina, è diventata una delle cause profonde del conflitto. Senza la sua eliminazione è impossibile una soluzione della crisi”. 

Il vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha confermato il sostegno di Roma a Kiev: “Sono passati quattro anni dall'invasione dell'Ucraina: il nostro pensiero va alle migliaia di vittime, alle famiglie spezzate, a un popolo eroico che da quattro anni resiste sotto gli attacchi. Dopo quattro anni il nostro impegno si rinnova e si rafforza: condanniamo con fermezza questa guerra e confermiamo il nostro sostegno all'Ucraina, alla sua indipendenza, alla sua sovranità e al semplice diritto degli ucraini a vivere in pace e libertà. L'Europa vuole e lavora per la pace. Chi ha violato la legge internazionale dovrà capirlo. Una pace giusta e duratura è l'unica scelta, e noi staremo sempre con il popolo ucraino”. 

Infine, Zelensky ha confidato alla CNN: “Noi ucraini siamo sfiniti dalla guerra e vorremmo finirla il prima possibile, ma se diamo a Putin tutto quello che chiede avremo perso ogni cosa”.


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