
- Prima Notizia 24
- Lunedì 20 Aprile 2026
Antisemitismo a Roma: uomo con la kippah aggredito in pieno centro
Ferma condanna dell'Osservatorio Israele e della Comunità Ebraica. Victor Fadlun avverte: "Dopo il 7 ottobre l'odio è aumentato esponenzialmente, in gioco i valori della Costituzione".
Un grave episodio di violenza ha scosso la Capitale, dove un uomo è stato insultato e aggredito fisicamente per il solo fatto di indossare la kippah, simbolo della propria identità religiosa.
L’Osservatorio Israele ha espresso una “ferma condanna per la grave aggressione avvenuta a Roma ai danni di un uomo che indossava la kippah, segno visibile della sua identità ebraica”, sottolineando come non si tratti di un caso isolato. La nota evidenzia la preoccupazione per “un clima in cui l’odio antiebraico torna a manifestarsi apertamente nello spazio pubblico”.
Il presidente dell'osservatorio, Nicolae Galea, ha ribadito la necessità di “non ignorare né minimizzare segnali di questa natura”, ricordando che l'antisemitismo si nutre di indifferenza e ambiguità, richiedendo una risposta decisa dalle istituzioni e dalla società civile.
La Comunità Ebraica di Roma ha denunciato con forza l'accaduto attraverso le parole del suo presidente, Victor Fadlun, il quale ha precisato che la vittima è un iscritto alla comunità che “non voleva rinunciare a indossare normalmente la kippah”.
Fadlun ha espresso gratitudine alle forze dell'ordine per la tutela quotidiana, ma ha lanciato un monito sulla gravità del momento storico, dichiarando che “l’antisemitismo esiste da sempre e dopo il 7 ottobre è aumentato in maniera esponenziale”.
Per la comunità, l'aggressione non colpisce solo il singolo, ma mina le basi stesse della democrazia italiana. Secondo il presidente Fadlun, è fondamentale comprendere che quando un cittadino viene colpito in quanto ebreo, “a esser messi in gioco sono i valori fondamentali della Costituzione che appartiene a tutti noi italiani”.
Mentre si attende che le indagini facciano piena luce sull'identità dei responsabili, le istituzioni ebraiche chiedono che non vi siano “esitazioni né zone grigie” nel contrastare fenomeni di odio che minacciano la piena libertà e la sicurezza garantite dai principi democratici.
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