Mps, svolta nel caso David Rossi: per la Commissione d'inchiesta è omicidio

Riaperto ufficialmente il fascicolo presso la Procura di Siena dopo 13 anni. Perizie dei Ris e dei medici legali: "L’ex manager fu trattenuto nel vuoto da terzi prima di precipitare".

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Martedì 03 Marzo 2026
Siena - 03 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Riaperto ufficialmente il fascicolo presso la Procura di Siena dopo 13 anni. Perizie dei Ris e dei medici legali: "L’ex manager fu trattenuto nel vuoto da terzi prima di precipitare".

Il caso sulla morte di David Rossi, l'ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, arriva a un punto di svolta radicale che ribalta anni di archiviazioni per suicidio.

La Procura di Siena ha ufficialmente riaperto le indagini a seguito delle risultanze emerse dalla Commissione monocamerale d’inchiesta presieduta da Gianluca Vinci.

La notizia è stata anticipata dal giornalista Massimo Giletti durante la trasmissione "Lo Stato delle cose" su Rai3: “Questa sera posso anticipare che in base a una serie di notizie che abbiamo con certezza e che sono in mano al presidente Vinci e alla commissione parlamentare, possiamo dire che non si tratta di suicidio, ma è stato un omicidio. A Siena i magistrati hanno riaperto una nuova indagine”.

Le conclusioni della bozza della relazione intermedia della Commissione, presentata a ridosso del tredicesimo anniversario della tragedia, non lasciano spazio a dubbi: “La prima perizia a firma Gregori-Manghi e la seconda a firma Manghi, insieme ai chiarimenti dati in audizione dagli stessi consulenti nelle sedute del 9 dicembre 2025 e del 24 febbraio 2026, mostrano come David Rossi sia stato vittima di una azione con l’intervento di terzi soggetti, escludendo quindi definitivamente che si sia trattato di un evento suicidario, quanto invece di un omicidio”.

L’organismo parlamentare, in un anno e mezzo di lavori, ha tenuto complessivamente “42 riunioni plenarie, nel corso delle quali sono stati auditi 33 soggetti, tra familiari di David Rossi, legali ed ex legali della famiglia, consulenti della Commissione, parlamentari ed ex parlamentari, giornalisti, dipendenti ed ex dipendenti Mps, dipendenti ed ex dipendenti del Comune di Siena, ex presidenti della Fondazione Palazzo Te di Mantova, persone informate sui fatti”.

A queste si sono aggiunte “33 riunioni dell’ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, per un totale, incluse anche le sedute plenarie della Commissione, di circa 46 ore di seduta”.

Le indagini hanno compreso sopralluoghi a Rocca Salimbeni, dove i commissari hanno avuto accesso alla “stanza di David Rossi e agli spazi e alle stanze ad essa limitrofi, occupati dal personale che collaborava con lui, nonché le vie adiacenti alla sede del Monte dei Paschi di Siena tra cui vicolo di Monte Pio”, oltre a missioni in carcere per raccogliere le testimonianze dei detenuti Giandavide De Pau e William Renan Vilanova Correa.

Il cuore della prova risiede nelle perizie scientifiche del tenente colonnello dei Ris, Adolfo Gregori, e del medico legale Robbi Manghi, che hanno ricostruito una dinamica agghiacciante: David Rossi, prima di precipitare, si trovava “sospeso all’esterno della finestra del proprio ufficio, trattenuto per entrambi i polsi e negli ultimi istanti solo per il braccio sinistro, con mani di terzi che stringono il polso”.

Gli esami hanno evidenziato ecchimosi specifiche: “La prima perizia accerta un forte tentativo di trattenere, sospendere il corpo per il polso sinistro sull’orologio e sul braccio destro con delle ecchimosi dette vibici, da parte di soggetti terzi, mentre la seconda perizia sul volto chiarisce come David Rossi abbia subito lesioni al volto appena prima della caduta, in posizione genuflessa, incompatibili con una volontà autolesiva”.

Secondo la Commissione, i dati tecnici sono ormai certi e “rimane quindi da individuare con certezza il movente di un tale accadimento”.


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