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Gli alfieri azzurri riconsegnano la bandiera al Capo dello Stato dopo il record di medaglie. Il Presidente esalta il valore etico della competizione: "Immagine di grande efficienza trasmessa al mondo".
Gli alfieri azzurri riconsegnano la bandiera al Capo dello Stato dopo il record di medaglie. Il Presidente esalta il valore etico della competizione: "Immagine di grande efficienza trasmessa al mondo".
Nel Salone dei Corazzieri al Quirinale si è celebrato l'atto finale dei Giochi Invernali di Milano-Cortina, con la riconsegna del Tricolore nelle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
A guidare la delegazione azzurra i portabandiera olimpici Arianna Fontana, Federico Pellegrino, Federica Brignone e Amos Mosaner, insieme agli alfieri paralimpici Chiara Mazzel e Renè De Silvestro.
"Questi Giochi, olimpici e paralimpici, hanno scritto una pagina indimenticabile. Sono stati Giochi che hanno rappresentato un motivo d’orgoglio per il nostro Paese, sul piano sportivo, con medaglieri colmi", ha esordito Mattarella, sottolineando come l'Italia abbia trasmesso globalmente un'immagine di "grande efficienza".
Il Capo dello Stato ha poi elevato il discorso al difficile contesto geopolitico attuale, segnato da conflitti internazionali: “Viviamo un tempo difficile, offuscato da minacce gravi, da guerre sanguinose. La cultura che lo sport trasmette ha un segno ben diverso: dove la violenza vuole sopraffare il diritto, lo sport esalta la lealtà e il sacrificio nel rispetto delle regole condivise”.
Secondo il Presidente, la kermesse ospitata in Italia è stata una “vetrina di una manifestazione mondiale di amicizia e umanità dove, come dovrebbe avvenire sempre, prevalgono valori sportivi e non interessi e aspetti finanziari”.
Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha auspicato che i sentimenti di questi Giochi rendano lo sport un vero "sistema immunitario sociale", mentre il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha evidenziato la carica simbolica delle trenta medaglie conquistate: un record storico che richiama la data di fondazione dell'ente (10 giugno 1914). Rivolgendosi a Mattarella, Buonfiglio lo ha ringraziato definendolo “il nostro capitano non giocatore”, la cui presenza ha motivato gli atleti a gestire la pressione di gareggiare in casa.
Soddisfazione espressa anche dal presidente del Cip, Marco Giunio De Sanctis, che ha ricordato le difficoltà della vigilia e l'eccezionale risultato dei sette ori paralimpici.
Protagonisti assoluti gli atleti. Arianna Fontana ha ribadito l'orgoglio di aver "mantenuto la promessa" dando tutto in ogni gara, mentre Federica Brignone ha confessato l'emozione per i due ori conquistati: "Ho fatto tutto e più di ciò che avrei mai potuto sognare nella mia carriera". Infine, dai portabandiera paralimpici Renè De Silvestro e Chiara Mazzel è arrivato un messaggio di speranza: "La speranza è aver ispirato i ragazzi con disabilità ad avvicinarsi allo sport. Spero che lo sport cambi la vita di molti giovani, come ha cambiato la mia".
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