Medio Oriente, Trump rompe gli indugi: "Stiamo massacrando i vertici iraniani, l'ondata principale arriverà presto"

Il Presidente USA cambia l'agenda e annuncia un discorso alla nazione alle 17:00. Il Pentagono conferma l'invio di nuove forze mentre si aggrava il bilancio dei vertici iraniani: morta anche la moglie di Khamenei.

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Lunedì 02 Marzo 2026
Roma - 02 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Il Presidente USA cambia l'agenda e annuncia un discorso alla nazione alle 17:00. Il Pentagono conferma l'invio di nuove forze mentre si aggrava il bilancio dei vertici iraniani: morta anche la moglie di Khamenei.

La Casa Bianca ha modificato ufficialmente il programma della giornata di Donald Trump, precisando che all'evento delle 11:00 (le 17:00 in Italia), il Presidente parlerà specificamente dell'Iran. Nel primo programma inviato dalla presidenza americana era stato indicato soltanto che il tycoon avrebbe consegnato un'onorificenza, ma l'evoluzione del conflitto ha imposto un cambio di priorità. In un'intervista rilasciata alla CNN, Trump ha usato toni di estrema durezza riguardo alle operazioni in corso: "Li stiamo massacrando. Penso che stia andando molto bene. Non abbiamo ancora iniziato a colpirli duramente, la grande ondata non si è ancora verificata. Arriverà presto".

Il costo umano del conflitto sta assumendo proporzioni drammatiche: secondo i dati aggiornati diffusi dalla Mezzaluna Rossa iraniana su Telegram e rilanciati dalle principali agenzie, il bilancio delle vittime ha raggiunto quota 555 decessi dall'inizio dell'attacco israelo-americano di sabato scorso. L'organizzazione ha precisato che sono stati colpiti finora 131 distretti urbani e aree residenziali. In questo scenario di sangue, l'Iran registra un ulteriore colpo alla simbologia del potere: Mansoureh Khojasteh, 78 anni, moglie del leader Ali Khamenei ucciso sabato, è morta dopo ore di coma. La donna era rimasta ferita negli stessi attacchi in cui il marito era deceduto sul colpo.

Sul fronte militare, il capo degli Stati maggiori congiunti americani, Dan Caine, ha annunciato che l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, riceverà forze aggiuntive nella giornata di oggi, confermando che "il flusso di forze continua" senza sosta. Tuttavia, dal Pentagono arrivano segnali che gli analisti interpretano come una possibile discrepanza rispetto alla linea della Casa Bianca. Il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, durante una conferenza stampa è parso infatti correggere il tiro: "Questa non è una guerra per un cambio di regime, ma il regime è di fatto cambiato". Non è chiaro se si tratti di una gaffe o di un mutamento negli obiettivi strategici dell'amministrazione.

Mentre i media libanesi affermano che Hezbollah avrebbe lanciato droni in direzione della base britannica a Cipro — notizia che al momento non trova conferme ufficiali — lo stato maggiore delle forze armate francese ha smentito oggi il dispiegamento del gruppo aeronavale con la portaerei Charles de Gaulle verso il Mediterraneo. "Non ci sono cambiamenti", ha precisato una fonte della Difesa, specificando che la nave si trova attualmente nel Nord Atlantico dopo uno scalo in Svezia, pur non escludendo un rafforzamento delle basi terrestri in Giordania ed Emirati Arabi.

Sul piano diplomatico, Vladimir Putin prosegue i contatti con i leader dell'area: dopo il colloquio con gli Emirati, il leader russo ha sentito l'emiro del Qatar per invocare una rapida de-escalation basata sul reciproco rispetto.

Nelle prime ore di oggi, la base britannica della RAF ad Akrotiri, a Cipro, è stata bersaglio di un duplice attacco condotto da droni. Secondo fonti del governo cipriota e ricostruzioni di Sky News, i sistemi di difesa hanno intercettato i velivoli diretti contro l'installazione militare, mentre i jet della Royal Air Force decollavano in emergenza per pattugliare i cieli dell'isola.

La violazione dello spazio aereo ha innescato l'immediata reazione di Atene: il ministro della Difesa greco, Nikos Dendias, ha annunciato l'invio di due fregate e due caccia F-16 a supporto della Repubblica di Cipro. "A seguito degli attacchi non provocati sul territorio di Cipro, la Grecia contribuirà in ogni modo possibile alla difesa della Repubblica di Cipro, al fine di affrontare le minacce e le azioni illegali che si verificano sul suo territorio", ha affermato Dendias.

Parallelamente, il Centcom statunitense ha confermato un gravissimo incidente avvenuto nei cieli del Kuwait durante l'Operazione Epic Fury. Tre caccia F-15E Strike Eagle dell'Aeronautica militare americana sono stati abbattuti per errore dalle batterie antiaeree kuwaitiane durante una fase di combattimento attivo.

"Questa mattina tre F-15E Strike Eagle statunitensi in volo a supporto dell'Operazione Epic Fury sono precipitati in Kuwait a causa di un apparente incidente di fuoco amico", riporta la nota ufficiale del comando centrale. Il testo chiarisce che il disastro è avvenuto mentre le difese erano impegnate a contrastare "attacchi da parte di aerei iraniani, missili balistici e droni". Tutti i sei membri dell'equipaggio sono riusciti a eiettarsi e sono in condizioni stabili.

Il Centcom aggiunge: "Il Kuwait ha riconosciuto l'incidente e ringrazia le forze di difesa kuwaitiane per gli sforzi e il supporto in questa operazione in corso. La causa dell'incidente è in fase di accertamento".

La risposta politica degli Stati Uniti non si è fatta attendere. In una conferenza stampa dai toni ultimativi, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha giustificato la linea dura dell'amministrazione Trump denunciando i piani segreti di Teheran. "L'Iran stava costruendo potenti missili e droni per creare uno scudo per poter ricattare sul suo programma nucleare", ha dichiarato Hegseth, sottolineando che il Presidente ha tracciato un limite definitivo "dopo 47 anni di belligeranza iraniana". Il capo del Pentagono ha poi concluso con un monito glaciale: "Chi uccide o minaccia americani sarà braccato senza scuse e senza esitazione".

Sul terreno delle operazioni mirate, Israele ha messo a segno un colpo strategico nel cuore di Beirut. Un attacco aereo nel quartiere Dahieh, roccaforte di Hezbollah, ha ucciso Hussein Makled, il capo del quartier generale dell'intelligence dell'organizzazione sciita. La notizia, confermata dal portavoce dell'Idf, priva il "Partito di Dio" della sua mente operativa in una fase in cui le minacce si spostano rapidamente dal Libano verso gli asset strategici dell'Occidente nel Mediterraneo.

L'asse del conflitto in Medio Oriente si sposta con violenza brutale verso il Libano, dove l'aviazione israeliana ha sferrato un attacco chirurgico nel cuore di Beirut mirando ai quadri di comando di Hezbollah.

"Poco fa, l'Idf ha colpito con precisione un importante terrorista di Hezbollah a Beirut", ha confermato il portavoce militare, mentre fonti non ufficiali indicano il leader Naim Qassem come possibile bersaglio. La minaccia si è fatta totale nel Sud del Paese: l'esercito israeliano ha emesso ordini di evacuazione immediata per 55 centri abitati, intimando ai civili di allontanarsi di almeno un chilometro dalle strutture del gruppo sciita.

Il generale Rafi Milo, capo del Comando Settentrionale, ha chiarito la postura di Tel Aviv: "Hezbollah ha scelto il regime iraniano rispetto allo Stato del Libano e ha avviato un attacco contro i nostri civili... pagheranno un prezzo pesante. Gli attacchi continuano, la loro intensità aumenterà". Il bilancio del Ministero della Salute libanese è già pesante: 31 morti e 149 feriti in una sola notte, con migliaia di persone in fuga da Dahieh e Tiro verso il nord, tra macerie e fiamme.

Parallelamente, il fronte iraniano solleva uno spettro ancora più inquietante per la sicurezza globale. Rafael Grossi, capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), ha lanciato un monito drammatico su una "possibile fuoriuscita radiologica con gravi conseguenze" in seguito ai raid congiunti Usa-Israele che hanno centrato gli impianti nucleari di Teheran.

Sebbene Grossi abbia rassicurato che "finora non è stato rilevato alcun aumento dei livelli di radiazione al di sopra dei normali livelli di fondo nei paesi confinanti", l'ambasciatore iraniano presso l'Onu ha confermato che i siti atomici sono stati tra gli obiettivi principali dell'offensiva.

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha evocato un cambio di regime dichiarando al New York Times di avere già "tre ottime scelte" per la futura guida del Paese, sperando che i Pasdaran "consegnino semplicemente le loro armi alla popolazione".

Il riverbero della crisi ha colpito duramente anche l'Europa e gli alleati regionali. Un attacco con droni alla base britannica di Akrotiri ha costretto la presidenza di Cipro a rinviare il vertice dei ministri Ue: "Si è verificato un singolo incidente con un drone che ha preso di mira la base causando danni limitati. E' stato confermato che la Repubblica non è stata oggetto di un attacco", ha spiegato un portavoce.

Intanto, la Francia di Jean-Noel Barrot si dice pronta a intervenire in difesa dei paesi del Golfo, mentre le Borse europee affondano sotto il peso dell'incertezza sullo Stretto di Hormuz. In Kuwait, la tensione è ai massimi dopo l'abbattimento di un caccia Usa F-15 e l'avvistamento di fumo sopra l'ambasciata americana, segno che la rappresaglia di Teheran sta già toccando i partner di Washington nell'area.


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