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Netanyahu annuncia un'azione rapida e decisiva contro il regime mentre l'Iran minaccia l'Europa di guerra. Droni colpiscono l'ambasciata USA a Riad e civili in Israele.
Netanyahu annuncia un'azione rapida e decisiva contro il regime mentre l'Iran minaccia l'Europa di guerra. Droni colpiscono l'ambasciata USA a Riad e civili in Israele.
Il Medio Oriente è in fiamme nel quarto giorno di una guerra totale che vede Israele e Stati Uniti impegnati in attacchi "su larga scala" contro l'Iran.
Il portavoce dell'Idf, Effi Defrin, ha confermato che l'aeronautica militare ha colpito il "quartier generale più importante e centrale del regime degli ayatollah" a Teheran, distruggendo gli edifici governativi per la sicurezza e "il centro di comunicazione e propaganda del regime", inclusa l'Autorità per la radiodiffusione iraniana che "invoca da anni la distruzione di Israele". Circa 100 caccia hanno sganciato 250 bombe sugli obiettivi strategici.
In un'intervista a Fox News, il premier Benyamin Netanyahu ha chiarito la strategia: "Non avremo una guerra infinita qui. Il regime terroristico è nel punto più debole da quando ha strappato l'Iran al coraggioso popolo iraniano 47 anni fa. Questa sarà un'azione rapida e decisiva".
Netanyahu ha spiegato l'urgenza dell'intervento rivelando che l'Iran stava costruendo nuovi bunker sotterranei per le armi nucleari "che avrebbero reso immuni i loro programmi di missili balistici e di bombe atomiche nel giro di pochi mesi", aggiungendo che "se non si interviene ora, non si potrà intervenire in futuro" e il regime potrebbe "ricattare e minacciare l'America, Israele e tutti gli altri". Il premier ha poi lodato la cooperazione con Washington: "Avevamo bisogno di un nuovo alleato come Trump per farlo. Quando America e Israele lavorano insieme, accadono cose straordinarie".
Sul fronte americano, il presidente Donald Trump ha usato toni perentori su Truth: "La loro difesa aerea, l'Aeronautica, la Marina e la leadership sono sparite. Vogliono parlare. Ho detto 'Troppo tardi!'".
In merito alla ritorsione per l'attacco subìto dall'ambasciata statunitense a Riad, Trump ha dichiarato in un'intervista: "Presto scoprirete quale sarà la ritorsione", precisando però di non credere che "saranno necessari interventi sul campo".
Trump ha inoltre rassicurato, sempre su Truth, sulle capacità belliche: "Le scorte di munizioni degli Stati Uniti, di livello medio e medio-alto, non sono mai state così elevate o migliori. Abbiamo una scorta praticamente illimitata di queste armi. Le guerre possono essere combattute 'per sempre', e con grande successo, usando solo queste scorte".
A supporto della linea presidenziale, il vicepresidente JD Vance ha dichiarato a Fox News: "La differenza è che il presidente ha definito chiaramente ciò che vuole ottenere e non c'è modo che Trump permetta a questo Paese di entrare in un conflitto pluriennale senza una chiara conclusione in vista", ponendo come obiettivo ultimo che l'Iran non ottenga l'arma nucleare.
La tensione internazionale è aggravata dalle minacce dirette di Teheran verso l'Europa. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha definito le ipotesi di interventi difensivi europei come "un atto di guerra e una complicità contro gli aggressori", avvertendo che "le conseguenze di qualsiasi violazione della legge e della guerra sono un incendio che presto si estenderà ai paesi europei e al mondo".
L'ambasciata statunitense a Riad è stata colpita da un attacco condotto da due droni che hanno provocato un incendio e danni materiali alla struttura. Il ministero della Difesa saudita ha confermato l'attacco, riferendo inoltre che le difese aeree hanno intercettato altri quattro droni diretti contro il quartiere diplomatico della capitale.
"Evitate l'ambasciata fino a nuovo avviso a causa di un attacco alla struttura", è l'allarme lanciato dalla rappresentanza diplomatica americana, che ha imposto ai cittadini statunitensi di Riad, Gedda e Dhahran di "rifugiarsi sul posto".
Il ministero degli Esteri saudita ha condannato duramente l'accaduto come un "attacco codardo e ingiustificato", ribadendo il "pieno diritto ad adottare tutte le misure necessarie per proteggere la propria sicurezza, l'integrità territoriale, i propri cittadini compresa la possibilità di rispondere a un'aggressione".
Contemporaneamente, la tensione è esplosa anche al confine con il Bahrein, dove un drone ha colpito il ponte Re Fahd, collegamento strategico di 25 chilometri che gli Stati Uniti avrebbero potuto utilizzare per l'evacuazione del personale militare.
In Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato la convocazione dell'ambasciatore iraniano: "Ho ribadito all'ambasciatore che l'Italia non è in guerra". Mentre il segretario generale della Nato, Mark Rutte, riferisce che "l'eliminazione delle capacità nucleari iraniane e la scomparsa di Khamenei sono applaudite da molti dei miei colleghi della Nato", sul campo si contano le vittime.
La Mezzaluna Rossa ha riferito che il numero dei morti in Iran è salito a 787.
In Israele, il comandante della polizia di Tel Aviv Haim Sargaroff ha denunciato l'uso di bombe a grappolo iraniane: "Gli impatti hanno causato feriti tra i civili e danni".
Sul fronte libanese, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha giustificato l'avanzata di terra dell'Idf come necessaria "per impedire la possibilità di attacchi diretti contro le comunità israeliane", mentre Hezbollah ha risposto dichiarando di aver colpito le basi di Ramat David e Meron "in risposta alla criminale aggressione israeliana contro decine di città e paesi libanesi".
Infine, l'Alto commissario ONU Volker Turk, tramite la portavoce Ravina Shamdasani, ha chiesto un'indagine "rapida, imparziale e approfondita" sull'attacco a una scuola femminile in Iran, definendolo un "orribile incidente", sebbene il segretario di Stato Marco Rubio abbia assicurato che le forze statunitensi "non avrebbero preso di mira deliberatamente una scuola".
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