L’ultimo valzer di Paolo Cirino Pomicino: Roma saluta il “motore solare” della Democrazia Cristiana

Esequie solenni alla Basilica del Sacro Cuore Immacolato di Maria per l'ex ministro scomparso il 21 marzo. Il cardinale Zuppi ne ricorda la tempra invincibile, mentre la politica si stringe attorno alla famiglia sulle note di Šostakovič.

(Prima Notizia 24)
Martedì 24 Marzo 2026
Roma - 24 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Esequie solenni alla Basilica del Sacro Cuore Immacolato di Maria per l'ex ministro scomparso il 21 marzo. Il cardinale Zuppi ne ricorda la tempra invincibile, mentre la politica si stringe attorno alla famiglia sulle note di Šostakovič.

Si è svolto nella basilica del Sacro Cuore Immacolato di Maria, questo pomeriggio, l’ultimo saluto all’ex ministro Paolo Cirino Pomicino, scomparso lo scorso sabato 21 marzo.

La cerimonia ha richiamato i vertici delle istituzioni e i protagonisti della storia politica italiana, dal presidente della Camera Lorenzo Fontana a figure come Pier Ferdinando Casini, Massimo D’Alema, Maurizio Gasparri e molti altri esponenti del passato e del presente repubblicano.

Durante l’omelia, il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, ha tratteggiato il profilo di un uomo che ha vissuto per le istituzioni: “La tempra nel fare politica lo faceva sembrare invincibile. Aveva una passione totale per la politica nel senso del bene della comunità”.

Il ricordo laico è stato affidato al giornalista Marco Damilano, che al termine della celebrazione ha descritto l'energia inesauribile dell'ex esponente della Balena Bianca: “Ha amato la politica. Della DC è stato il volto solare non catacombale. È stato il motore. Non amava l’immobilismo. Era frenetico. Amava la fantasia politica non la palude. C’era sempre qualche nuovo progetto da fare”.

Un momento di profonda commozione ha segnato la chiusura dei funerali, avvenuta sulle note del valzer n. 2 di Šostakovič, esplicito desiderio dello stesso Pomicino legato al rapporto con la moglie Lucia Marotta.

“Al suo funerale voleva che Lucia ballasse un valzer. Lui questo valzer ora lo ballerà per sempre”, ha riferito Damilano ai presenti in chiesa. A margine della cerimonia, Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, ha rivelato la vivacità intellettuale che Pomicino ha mantenuto fino all'ultimo: “Sempre fervido, ricco di idee. L’ultimo momento di discussione, un mese fa. Mi chiamò per dire che bisognava votare no e io gli dissi, ma che dici? Mi spiegò tutta una sua teoria sull’articolazione del Csm che riteneva pericolosa, quella del Csm dei pubblici ministeri. Quindi sempre sul pezzo, sempre imprevedibile.

Io ero di una tesi diversa, poi le cose sono andate come sono andate, non ha mai staccato dal dibattito politico, dalla partecipazione, dal consiglio e anche nella sua lettera finale dice che ciascuno di noi deve rimanere legato alle sue passioni, identità originarie, perché quella è la ricchezza della politica vera. Lui ha conservato la sua, ognuno di noi le nostre, ma ci siamo scambiati idee anche diverse, ma sempre nel grande rispetto”.


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