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L'inchiesta sui mancati interventi di mitigazione del rischio coinvolge i vertici della politica siciliana dal 2010 al 2026. La Procura di Gela ipotizza responsabilità per la mancata realizzazione delle opere attese da quasi trent'anni.
L'inchiesta sui mancati interventi di mitigazione del rischio coinvolge i vertici della politica siciliana dal 2010 al 2026. La Procura di Gela ipotizza responsabilità per la mancata realizzazione delle opere attese da quasi trent'anni.
Sono complessivamente tredici le persone finite sotto inchiesta nell'ambito degli accertamenti condotti dalla Procura di Gela sul dissesto idrogeologico di Niscemi.
Tra i nomi iscritti nel registro degli indagati figurano gli ultimi quattro presidenti della Regione Siciliana che si sono avvicendati tra il 2010 e il 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e l'attuale governatore Renato Schifani.
Il procuratore capo Salvatore Vella, insieme alle magistrate Lucia Caroselli e Maddalena Guglielmino, ha illustrato gli sviluppi dell'attività investigativa durante una conferenza stampa svoltasi in mattinata.
Il lavoro del pool inquirente si articola su tre diversi archi temporali: il primo parte dal 1997, anno dell'evento franoso iniziale, fino al 1999, periodo in cui venne siglato un accordo per interventi di messa in sicurezza che però non videro mai la luce.
La seconda fase analizzata dai pm riguarda gli anni tra il 2010 e il 2016, quando il contratto per i lavori fu risolto per inadempienza senza che ne seguissero azioni concrete di ripristino.
Infine, l'ultima tranche d'indagine copre dal 2016 fino ai giorni nostri per valutare le responsabilità più recenti.
Gli inquirenti hanno precisato che, nonostante l'inchiesta sia ancora nelle battute iniziali, al momento non risultano coinvolti i sindaci che hanno guidato il comune di Niscemi.
L'obiettivo delle autorità è far luce sulla gestione dei fondi e sulla mancata attuazione delle opere di mitigazione promesse da quasi un trentennio, lasciando il territorio vulnerabile a nuovi cedimenti.
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