Crisi Medio Oriente: al via i rimpatri degli italiani, tra boati e voli speciali

Mentre i primi 127 connazionali rientrano dall'Oman e 200 studenti sono attesi a Milano, resta l'ansia per i 70mila italiani nell'area: "Siamo in lockdown, le strade sono deserte".

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Lunedì 02 Marzo 2026
Roma - 02 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Mentre i primi 127 connazionali rientrano dall'Oman e 200 studenti sono attesi a Milano, resta l'ansia per i 70mila italiani nell'area: "Siamo in lockdown, le strade sono deserte".

È scattata l’operazione di rientro per le migliaia di italiani rimasti intrappolati nel caos mediorientale, un’operazione complessa che deve fare i conti con cieli blindati e scali paralizzati.

 

Un primo volo charter con 127 cittadini è già decollato da Muscat, mentre per domani è previsto l’arrivo a Milano di circa 200 studenti minorenni provenienti da Abu Dhabi.

 

La Farnesina sta coordinando un gigantesco sforzo logistico per soccorrere una comunità vastissima, come confermato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Nella regione sono al momento presenti oltre 70.000 nostri connazionali tra presenze stabili, quasi l'80% e temporanee, 30.000 circa solo a Dubai e Abu Dhabi. In Israele vivono circa 20mila residenti con passaporto italiano. La sicurezza degli italiani è la priorità e va avanti l'organizzazione in queste ore di voli da Muscat alla volta dell'Italia, oltre a quello già partito”.

 

La situazione sul campo è descritta dai testimoni come una sospensione irreale, scandita da rumori di fondo inquietanti. “È come se fossimo in una sorta di lockdown. Le auto non girano per strada, tutto fermo, scuole chiuse. Sentiamo solo dei rumori di sottofondo”, racconta Francesca Raspavolo, insegnante a Dubai.

 

Un senso di incertezza condiviso anche da Luisa Corna, bloccata negli Emirati dopo un gala canoro: “C’è un clima di grande tensione e di insicurezza. È una sensazione bruttissima”.

 

L’ansia cresce anche tra le famiglie dei ragazzi torinesi del liceo Sant'Anna ancora in attesa di imbarco, con il coordinatore didattico Francesco Barberis che ammette: “Più passa il tempo più aumenta la preoccupazione”.

 

Mentre a Fiumicino si contano decine di voli cancellati e la MSC Euribia resta ferma nel porto di Dubai con centinaia di croceristi a bordo, l'Unità di Crisi lavora per spostare i turisti da Qatar e Bahrein verso Riad e assistere i circa tremila italiani di ritorno dalle Maldive. Con le compagnie europee e i voli militari interdetti per motivi di sicurezza, il rientro è affidato esclusivamente ai vettori del Golfo che, come Emirates ed Etihad, hanno annunciato una timida ripresa delle operazioni.

 

Tra fughe rocambolesche in auto verso l'Oman e pellegrini bloccati a Gerusalemme, l'Italia cerca di riportare a casa i propri cittadini prima che il corridoio diplomatico diventi ancora più stretto.


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