Bimbo trapiantato a Napoli: il giallo del "cuore gelato", doppia falla tra trasporto e protocolli

Inchiesta delle Procure di Napoli e Bolzano. Sotto la lente l'uso del ghiaccio secco e il superamento del "No Way Point".

(Prima Notizia 24)
Giovedì 19 Febbraio 2026
Napoli - 19 feb 2026 (Prima Notizia 24)

Inchiesta delle Procure di Napoli e Bolzano. Sotto la lente l'uso del ghiaccio secco e il superamento del "No Way Point".

L’inchiesta sul bambino di due anni e mezzo, a cui è stato trapiantato un cuore danneggiato presso l'ospedale Monaldi, entra in una fase cruciale.

Gli inquirenti stanno ricostruendo una catena di errori che si dipana su due fronti: la conservazione dell'organo durante il trasporto e la gestione dei tempi chirurgici in sala operatoria.

Il cuore, prelevato a Bolzano, è giunto a Napoli "inutilizzabile". L'attenzione del Nas si concentra sulla fornitura di ghiaccio: il contenitore per il trasporto sarebbe stato rabboccato con ghiaccio secco (anidride carbonica solida a circa -78°C) invece del normale ghiaccio idrico (0°C).  Questa scelta avrebbe causato il congelamento e la "bruciatura" dei tessuti miocardici.

Le Procure devono ora stabilire chi, nell'ospedale altoatesino, abbia autorizzato o utilizzato una sostanza termicamente incompatibile con il mantenimento della vita cellulare di un organo. Il secondo pilastro dell'inchiesta riguarda il coordinamento interno al Monaldi.

L'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, denuncia il superamento del cosiddetto "No Way Point": il cuore malato del bimbo è stato espiantato prima che l'equipe verificasse l'integrità del nuovo organo in arrivo. "Il chirurgo si è trovato tra le mani un cuore bruciato quando ormai il bambino era privo del proprio", spiega il legale. "Se si fosse attesa la verifica, il piccolo non sarebbe oggi in Ecmo".

Al momento sono 6 i sanitari iscritti nel registro degli indagati a Napoli, ma il numero è destinato a salire con il trasferimento degli atti da Bolzano.

Il ministro Orazio Schillaci ha inviato gli ispettori che, dopo la tappa partenopea, si recheranno a Bolzano per chiudere il cerchio sulle responsabilità logistiche.

Dopo il "no" dei medici italiani a un nuovo trapianto, la famiglia attende la documentazione clinica completa per richiedere pareri a centri di eccellenza internazionali, sperando in una rivalutazione della stabilità clinica del bambino per un futuro re-intervento.


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

#BimboTrapiantato
#Bolzano
#indagini
#Napoli
#Sanità
PN24
Prima Notizia 24

APPUNTAMENTI IN AGENDA