Tim, Labriola sull'Opas di Poste: "Sarà il mercato a decidere, la digitalizzazione è un business di scala"

L'amministratore delegato del gruppo di telecomunicazioni commenta l'offerta di acquisizione e scambio: "Poste è un partner importante con o senza operazione, ma servono spalle larghe per la sovranità digitale europea".

(Prima Notizia 24)
Martedì 24 Marzo 2026
Roma - 24 mar 2026 (Prima Notizia 24)

L'amministratore delegato del gruppo di telecomunicazioni commenta l'offerta di acquisizione e scambio: "Poste è un partner importante con o senza operazione, ma servono spalle larghe per la sovranità digitale europea".

L'eventuale matrimonio tra Tim e Poste Italiane sarà sancito esclusivamente dalle dinamiche finanziarie e dalla valutazione degli azionisti. È questo il messaggio chiaro lanciato dall'amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, in merito all'Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) presentata dal gruppo guidato da Matteo Del Fante.

Secondo Labriola, sarà il mercato “a esprimersi sulla bontà” dell’operazione, sottolineando che quella di Poste “non è la prima né l’ultima offerta che ci sarà sul mercato”.

Il manager ha ribadito la necessità di seguire i giusti processi, mantenendo quell'approccio "market friendly" che ha caratterizzato la gestione degli ultimi cinque anni: “Come manager dobbiamo agire come se fossimo alla guida dell’azienda per sempre. Il nostro compito è lavorare per portare risultati e numeri. Poste Italiane è per Tim un partner importante, con o senza Opas. Abbiamo sempre dichiarato che possiamo aumentare il nostro perimetro e il nostro portafoglio di servizi sul fronte digitale. È chiaro che Poste può essere un partner molto importante”.

L'operazione, motivata dall'ad di Poste Del Fante con le attese sinergie industriali, si inserisce in un contesto macroeconomico dove le dimensioni contano più che in passato. Labriola ha infatti osservato che “in Europa stiamo dicendo a tutti che serve un consolidamento del mercato, prima a livello nazionale e poi a livello europeo, perché oggi la digitalizzazione è un business di scala”.

Si tratta, secondo il vertice di Tim, di un comparto gigantesco che richiede velocità e ingenti capitali: “Dal punto di vista finanziario servono spalle larghe. Bisogna giocare un ruolo; in che modo, lo definirà il mercato”. La strategia del gruppo resta dunque orientata a preparare l'azienda per il consolidamento, termine che Labriola definisce come "non necessariamente una brutta parola", specialmente in un'ottica di rafforzamento delle piattaforme consumer e del segmento enterprise.

Il tema del consolidamento si intreccia inevitabilmente con quello dell'autonomia tecnologica del continente. L’Europa, secondo Labriola, deve infatti “cominciare a recuperare una forma di sovranità digitale” attraverso investimenti coraggiosi che garantiscano reciprocità nei confronti dei grandi player globali. “Non è una questione di essere contro la Cina o contro gli Stati Uniti, è una questione di reciprocità. Se negli Usa e in Cina giocano con regole specifiche, è importante che facciamo lo stesso in Europa”, ha concluso l'ad, indicando nella sovranità digitale la direttrice strategica fondamentale per competere alla pari e proteggere gli asset tecnologici nazionali ed europei dagli shock geopolitici.


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