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Un gentleman di ieri, di oggi e di sempre. La bellezza è stata sempre al centro della sua vita. La sua frase iconica era “I love beauty”. Maestro indiscusso della bellezza, della raffinatezza. Non è stato un semplice couturier, non ha creato soltanto abiti straordinari, ha definito l’idea stessa di eleganza nel mondo.
Un gentleman di ieri, di oggi e di sempre. La bellezza è stata sempre al centro della sua vita. La sua frase iconica era “I love beauty”. Maestro indiscusso della bellezza, della raffinatezza. Non è stato un semplice couturier, non ha creato soltanto abiti straordinari, ha definito l’idea stessa di eleganza nel mondo.
Roma e il mondo intero piangono la scomparsa di Valentino Garavani, l’imperatore della moda, vera e propria icona amata in tutto il Pianeta, entrato ormai nell’Olimpo delle leggende, anche se Valentino è stato uno dei pochissimi personaggi ad essere considerato un mito e una leggenda già in vita tanto che il grande Andy Warhol lo ritrae nel 1974 in quello che diventerà il suo ritratto iconico. Fu lo stesso Warhol a chiederlo, non il contrario. Uomo di cultura, raffinata ironia, amante dell’arte, riservato, famoso per rilasciare poche interviste, quasi inaccessibile come lo sono miti.
Un gentleman di ieri, di oggi e di sempre. Ha iniziato a rispettare la donna con il suo stile unico. La sua frase iconica era “I love beauty”. La bellezza è stata sempre al centro della sua vita. Maestro indiscusso della bellezza, il suo amore per essa era evidente in ogni dettaglio, dal celebre rosso Valentino, presente fin dalla sua prima sfilata, alla sua visione di lusso e raffinatezza.
Con lui si chiudono le quinte di quel meraviglioso palcoscenico che ha mandato in scena sulle passerelle, indossate anche dalle mitiche e straordinarie Top Model che sembravano essere dee inarrivabili e inavvicinabili per quanto belle e straordinarie, le creazioni che hanno fatto sognare tutte le donne che siano state principesse, star di Hollywood, imprenditrici, icone di bellezza o semplici casalinghe. Le donne sono sempre state affascinate dai suoi capi eleganti e unici. Il suo nome è diventato fin da subito sinonimo di glamour e fascino.
Con la sua scomparsa termina quel sistema moda, consacrato come Made in Italy, che ha incantato e affascinato il mondo intero insieme alle creazioni di altri grandi Maestri che hanno lasciato un segno distintivo nel mondo della moda, ognuno a modo proprio, come: Gianni Versace, Giorgio Armani, Gianfranco Ferrè, Franco Moschino, Ottavio Missoni, Mila Schön, Krizia, Laura Biagiotti, Roberto Cavalli.
Valentino non è stato un semplice couturier, non ha creato soltanto abiti straordinari, ha definito l’idea stessa di eleganza nel mondo. Lui stesso diceva: “L’eleganza è fatta di intelligenza e, soprattutto, di non ostentare l’etichetta”. La sua era un’eleganza raffinata, mai ostentata, senza tempo tanto che oggi un suo capo può essere indossato indistintamente sia da una nonna che da sua nipote e viceversa rimanendo sempre attualissimo. “La sua modernità era classica, nutrita di storia, arte e misura” scrive Cesare Cunaccia su Lampoon parlando di lui. La sua bellezza, la sua eleganza ha attraversato i decenni restando sempre coerente e a sé stessa senza mai confondersi con le mode del momento.
Nato a Voghera l’11 maggio del 1932 si trasferisce a Parigi nel 1950 per studiare Moda presso l'École de la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne per poi lavorare negli atelier di Jean Dessès e Guy Laroche dove impara l’arte della costruzione sartoriale e dell’eleganza che lo contraddistinguerà per sempre. Nel 1959 tornato in Italia, si stabilisce a Roma, dove successivamente apre un proprio atelier in via dei Condotti. Incontra Giancarlo Giammetti, all’epoca studente di Architettura, che non solo diventa il suo compagno di vita, ma con lui costruirà quell’ impero di eleganza che li farà diventare protagonisti assoluti del mondo della moda lanciando quel colore diventato subito iconico, il famoso “rosso Valentino”, che lo rappresenterà per sempre, nato da una immagine rimasta impressa nella memoria del couturier quando era ancora giovanissimo: una sera all'Opera di Barcellona, lil suo sguardo fu catturato da una donna vestita di rosso che spiccava nella folla per intensità e presenza scenica.
Nel 1962 presenta la sua prima sfilata di alta moda internazionale alla Sala Bianca di Palazzo Pitti, a Firenze, un evento che segnò il debutto esplosivo della sua maison nel panorama della moda mondiale. Non solo è un grandissimo successo, ma Vogue Francia lo immortala sulla sua copertina. Sbarcato poi in America farà letteralmente impazzire tutte le star di Hollywood a iniziare da Elisabeth Taylor che diventerà subito sua cliente. Con Diana Vreeland, giornalista di Harper’s Bazaar e direttrice di Vogue America, nel 1963 conosce Jacqueline Kenendy, la First Lady, e da quel momento Valentino Garavani diventerà per tutti soltanto “Valentino”.
Il 20 ottobre 1968 Jacqueline Kennedy, in un celebre matrimonio privato sull'isola di Scorpios, sposò Aristotle Onassis indossando un abito bianco a collo alto, sopra il ginocchio, firmato Valentino. L'abito corto, in contrasto con i tradizionali abiti da sposa lunghi, segnò una nuova moda con un design elegante e moderno in pizzo bianco, che la fece diventare "Jackie O. un'icona di stile, e lui diventa per tutti una grande star del jet set internazionale e delle donne che contano. Farah Diba, imperatrice d’Iran, lasciò il suo Paese indossando un suo manteau, ignara che non vi sarebbe mai più tornata. Julia Roberts e Jane Fonda indossarono una sua creazione ritirando l’Oscar.
Julia Roberts ha indossato uno degli abiti più famosi nella storia degli Oscar nel 2001, quando vinse come Miglior Attrice per Erin Brockovich. L'abito era un modello vintage della collezione Haute Couture del 1992, nero con una striscia bianca a "Y" sul davanti e profili bianchi che scendevano in uno strascico di tulle. Questo capo segnò un punto di svolta lanciando la moda del vintage d'alta moda sui red carpet internazionali. Valentino definito quel momento uno dei più felici della sua carriera.
Lasciata Roma si trasferisce nello straordinario château di Wideville, una sorta di Versailles contemporanea. Il 4 settembre 2007, Valentino Garavani annuncia ufficialmente il suo ritiro dalle passerelle, dichiarando che era il momento perfetto per lasciare la moda, dopo aver celebrato il 45° anniversario della sua maison a Roma a luglio dello stesso anno.
Il 23 gennaio del 2008 va in scena l’ultima sfilata Haute Couture Valentino a Parigi con un finale commovente che passerà alla storia. Dice addio alla moda diventando da quel momento il suo imperatore, ma ha continuato a occuparsi di moda in ambito istituzionale e culturale.
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