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Il Capo di Stato Maggiore della Difesa vola a Beirut per incontri istituzionali e con il contingente italiano, dopo aver pianificato con i vertici USA la cooperazione militare in Africa e la leadership congiunta a Sirte.
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa vola a Beirut per incontri istituzionali e con il contingente italiano, dopo aver pianificato con i vertici USA la cooperazione militare in Africa e la leadership congiunta a Sirte.
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, ha avviato una missione ufficiale in Libano che prevede un fitto calendario di incontri istituzionali a Beirut con il Presidente della Repubblica Joseph Aoun, il Ministro della Difesa Michel Menassa e i vertici militari locali.
La visita proseguirà mercoledì 15 aprile a Shamaa per un saluto al personale italiano e un confronto con i comandanti di Unifil e del Settore Ovest, focalizzato sulla stabilità dell'area.
Questa missione segue il vertice svoltosi ieri a Roma tra Portolano e il comandante di Africom, Dagvin R. M. Anderson, incentrato sulla sicurezza del Mediterraneo allargato e del continente africano.
Durante il colloquio, è emersa la centralità delle Forze Armate italiane nella tutela degli interessi strategici nazionali, con particolare attenzione al contrasto dei traffici illeciti, alla protezione degli approvvigionamenti energetici e alla gestione delle fragilità strutturali africane che, come sottolineato da Portolano, rischiano di trasformarsi in minacce dirette per l'Europa.
Il coordinamento strategico tra Roma e Washington ha trovato una traduzione operativa immediata nella co-leadership dell'esercitazione "Flintlock 2026", attualmente in corso a Sirte, in Libia.
Questo evento addestrativo rappresenta un passaggio diplomatico e militare senza precedenti, essendo l'unico contesto internazionale in cui unità dei due blocchi rivali libici, legati a Tripoli e all'est del Paese, operano congiuntamente nello stesso spazio.
L'impegno italiano, che si estende dal Nord Africa al Sahel fino al Corno d'Africa, mira a rafforzare la cooperazione multilaterale e la stabilizzazione delle aree di crisi, confermando il ruolo dell'Italia come baricentro geopolitico del fianco sud della Nato.
La partecipazione diretta nella pianificazione logistica e nelle manovre speciali con gli Stati Uniti consolida ulteriormente l'immagine dell'Italia quale partner chiave nella sicurezza regionale e nella gestione dei flussi migratori e terroristici.
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