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Il Ministero delle Imprese conferma l'adeguamento della maggioranza dei distributori al taglio delle accise, ma il Garante invia la lista delle anomalie alla Guardia di Finanza.
Il Ministero delle Imprese conferma l'adeguamento della maggioranza dei distributori al taglio delle accise, ma il Garante invia la lista delle anomalie alla Guardia di Finanza.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha diffuso i dati aggiornati del monitoraggio nazionale, evidenziando come la maggioranza degli impianti di distribuzione sul territorio abbia già recepito la contrazione fiscale stabilita dall'esecutivo.
Secondo le rilevazioni mattutine dell'Osservatorio, oltre dodicimila punti vendita hanno aggiornato i listini al ribasso, seguendo le indicazioni delle principali compagnie petrolifere che hanno ridotto i valori consigliati di circa ventiquattro centesimi per litro.
Attualmente, le medie nazionali per il rifornimento in modalità self-service si attestano al di sotto della soglia dei due euro sia per la benzina che per il gasolio sulla rete stradale ordinaria, mantenendo valori leggermente più elevati lungo le tratte autostradali.
Nonostante l'andamento generale positivo, l'autorità di vigilanza ha riscontrato criticità in una quota superiore all'undici per cento degli esercizi, dove non solo è mancato l'adeguamento ma sono stati registrati rincari ingiustificati dei costi esposti.
Per contrastare tali speculazioni, il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha già provveduto a inoltrare l'elenco dei distributori non in regola ai reparti della Guardia di Finanza per l'avvio immediato di accertamenti sul campo.
Le risultanze di queste verifiche verranno trasmesse tempestivamente all'Antitrust per l'erogazione delle sanzioni previste dal nuovo regime speciale e, qualora si profilassero profili di rilevanza penale, alla magistratura competente.
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